La Parabola, n. 14, febbraio 2009

La Parabola, n. 14, febbraio 2009

Teresa Cocchiaro. Bambini e gradimento dei programmi TV, in “La Parabola”, n. 14, febbraio 2009. Rivista di studi e ricerche sulla comunicazione. La televisione si adatta bene all’intelligenza iconica del bambino in età prescolare (3-5 anni) perché l’intelligenza verbale e discorsiva, propria dell’emisfero cerebrale sinistro non è ancora configurata. Ecco perché il bambino di quell’età si sottopone volentieri ad una enorme quantità di stimoli sensoriali che lo portano fuori dal proprio io, da quel mondo egocentrico dell’età precedente. Tale soggezione non significa che la fruizione del bambino sia totalmente passiva oppure ipnotica. L’autrice cerca di applicare le scoperte di Piaget sullo sviluppo psichico del bambino alla comprensione del fascino che la televisione esercita su di lui. Lo studio è parte integrante di una tesi di laurea discussa nella Facoltà di Psicologia dell’Università della Sapienza che ha vinto il concorso sul tema “media e minori”, bandito dal Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. La seconda parte dell’articolo presenta sommariamente al pubblico italiano il modello di Vorderer sul gradimento e come lo si possa misurare. Il modello offre una spiegazione sulle ragioni del “divertimento” che esperimentiamo nella fruizione di “prodotti mediatici”. La limitazione del modello risiede proprio nel fatto di omologare tutti i testi audiovisivi sotto una comune categoria, appunto “prodotti mediatici”, e quindi la nozione di gradimento si riduce a considerazioni di natura psicologica oppure psicologistica. La Cocchiaro presenta alcuni cenni, non sviluppati, a concetti più collaudati della teoria narratologica o della poetica quali la catarsi.