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L’ultimo studio della Kaiser Family Foundation rivela che la televisione continua ad essere il mezzo di comunicazione principale tra i giovani, nonostante cambi il modo vederla

Questo "numero" del portale è dedicato quasi esclusivamente alla televisione. La tv continua ad essere il mezzo di comunicazione principale tra i giovani, nonostante cambi il modo vederla, come rivelano i dati dell'ultimo studio della Family Kayser Foundation, (www.kff.org/entmedia), sulle abitudini di consumo mediatico negli Stati Uniti, relativi al 2009 e pubblicati a gennaio 2010.

Sebbene sia un dato certo che il tempo trascorso davanti al televisore sia diminuito (si è passati da 3 a 2.40 ore al giorno), è altrettanto vero che aumenta il consumo totale di programmazione televisiva complessivamente vista, perché ora bisogna aggiungere nuove piattaforme di consumo (internet, telefonia mobile, iphones, offerta on demand). Il totale di consumo televisivo è passato quindi da 3.45 a 4.30 ore.

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Video dipendenti o video intelligenti? Per un uso corretto della televisione

Erina Fazioli Biaggio, Edizioni Red, Milano 2009

“Lascia o raddoppia?” era una volta il fatidico quesito che Mike Buongiorno poneva ai suoi concorrenti, tenendo incollati davanti al piccolo schermo con il fiato sospeso milioni di telespettatori. Oggi, a distanza di quasi 50 anni, ci accorgiamo che quasi nulla è cambiato, anzi forse il consumo di televisione nelle famiglie è addirittura smodatamente aumentato. Il quesito allora che è opportuno farsi è quello di scegliere se essere “video dipendenti” o “video intelligenti” o, detto in altri termini, chiedersi se sappiamo riconoscere quando è il momento giusto per spegnere la televisione e dedicarsi ad altro.

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Leggere è bello. Quando i libri battono la TV

LEGGERE E’ BELLO. QUANDO I LIBRI BATTONO LA TV.
di Serena Cammelli e Aldo Maria Valli – estratto dalla rivista Fogli – Gennaio 2010

Sono le sette di sera e in tv è l’ora dei cosiddetti “preserali”, trasmissioni che grosso modo si possono suddividere in due categorie: quelle che distribuiscono migliaia di euro come noccioline a concorrenti mediamente di un’ignoranza sconcertante e quelle che raccontano le disavventure di finti naufraghi che fingono di litigare per una finta sopravvivenza davanti a vere telecamere che documentano il tutto a beneficio di veri idioti. Nella casa in cui ci troviamo però la televisione è spenta e regna il silenzio. Com’è possibile, dato che in casa ci sono ben sei ragazzi di età compresa fra i nove e i ventitrè anni? Perché nessuno è davanti al magico schermo? Dov’è il trucco?

Niente trucco e niente inganno. I sei semplicemente sono alle prese con un antico passatempo oggi quasi del tutto dimenticato e negletto e che tuttavia qua e là misteriosamente riaffiora e riesce ancora ad appassionare. Si chiama lettura.

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Videogiochi e dintorni: istruzioni per l’uso

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Come stanno cambiando i videogiochi - e noi con loro - al tempo degli smartphone e di Facebook? Cosa fare sul piano psicopedagogico per limitarne i rischi ed esaltarne le potenzialità? Ne abbiamo parlato con Maria Beatrice Toro, psicologa e psicoterapeuta esperta di età infantile e adolescenziale e di nuovi media, temi di cui si è occupata in varie pubblicazioni. Ha curato di recente Adolescenza e Adultescenza, testo di grande attualità recensito anche sul nostro sito.

Se pensate che siano solo un passatempo domestico per ragazzi asociali, solitari e sedentari, correte ad aggiornarvi. I videogiochi sono sempre di più un intrattenimento senza età e di gruppo, che non conosce limiti di tempo e di spazio, ma pure un potente strumento per acquisire e sviluppare abilità. Mezzi che costituiscono l’architrave di un approccio alla realtà - definito gamification - secondo cui modellare gli atteggiamenti e i comportamenti quotidiani sugli schemi del gioco può facilitarci la vita e renderci felici. Ma anche mezzi che, se male utilizzati, possono scatenare aggressività e dare dipendenza. 

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La televisione come “uno Spazio Sicuro” per i bambini: i pareri degli addetti ai lavori in tutto il mondo

Television as a “Safe Space” for Children: The Views of Producers around the World. Dafna Lemish, in “Comunication Research Trends”, volume 28 (2009), n. 3, pp. 3-17. La professoressa Lemish dell’Università di Tel Aviv (Israele) offre un assaggio del libro che sarà pubblicato nel 2010, dove si raccolgono le interviste approfondite con 135 professionisti sui programmi per bambini di 65 paesi.
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Pubblicazioni e Documenti

pdf-icoRelazioni familiari, le loro rappresentazioni mediatiche e relazioni virtuali. Norberto González Gaitano (Pontificia Università della Santa Croce). Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica Italiana. Giornata Internazionale della Famiglia 2011, 13 maggio 2011.
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pdf-icoLa comunicazione di moda - di Paolo Braga e Armando Fumagalli. E’ uscita da poco in libreria (novembre 2010) una nuova edizione, rinnovata e aumentata del fortunato e importante volume di Gianfranco Bettetini e Armando Fumagalli, Quel che resta dei media, Angeli, Milano (la prima edizione è del 1998).
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pdf-icoEducare ai media e con i media. L’intervento di Armando Fumagalli al corso Aiart di Mazara del Vallo (28 marzo 2010) ha ripercorso in parte i contenuti del seguente testo, scritto insieme a Paolo Braga.
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pixar_venezia_50_50La Pixar a Venezia
Armando Fumagalli
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pdf-icoTesto della conferenza: Famiglia e mezzi di comunicazione sociale dal VI Incontro Mondiale delle Famiglie in Messico DF il 15 di gennaio di 2009
Norberto González Gaitano
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giovanni_paolo_ii_50_50Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XXXVIII giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
"I media in famiglia: un rischio e una ricchezza"
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giovanni_paolo_ii_50_50Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIII giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
"Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia"
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