Se i libri battono la tv…

Se i libri battono la tv…

Martedì 30 Marzo 2010 11:17 Family and Media

Sono le sette di sera. L’ora in cui solitamente in molte case si inizia a preparare la cena, magari con la televisione accesa in cucina o nel soggiorno. La tv come al solito è sintonizzata sui uno dei tanti games show preserali, dove si bombardano con quiz di ogni tipo il telespettatore, orgoglioso di misurarsi per l’ennesima volta con test di così elevato livello culturale…In una casa però la televisione è stranamente spenta.

Niente urla di vincita, stacchetti musicali o caroselli pubblicitari, ma solo pace e silenzio. Forse perché la tv è guasta o manca la luce, penserete voi. Invece no. E’ una scelta voluta, magicamente accettata e condivisa da tutti i componenti della famiglia. E’ la serata dedicata alla lettura, alla cara vecchia passione che scalda il cuore e la mente e fa viaggiare la fantasia oltre i limiti dell’immaginazione. La serata che ci porta indietro nei ricordi, che ci risveglia sensazioni ed emozioni

E’ questo lo scenario vissuto da Aldo Maria Valli a casa sua e raccontato, insieme a Serena Cammelli, in un loro recente articolo: “Leggere è bello. Quando i libri battono la tv”. E’ uscito sulla rivista Fogli del mese di Gennaio di quest’anno. Lo riproduciamo, parzialmente, perché… è bello leggerlo (link) .

Da una buona lettura si possono trarre degli insegnamenti utili, si può far propria l’esperienza dell’autore del libro e avere riflessioni, spunti di analisi e di discussione. La lettura è come un buon viaggio che ci richiede occhi bramosi di conoscenza e forse anche come un buon amico che ci offre la sua attenzione per ascoltare i nostri silenzi più profondi.

Ed è bello scoprire l’entusiasmo per i libri fin da bambini. A tal proposito, Franz Kafka, che non sarebbe mai stato il contabile da suo padre sognato, scrisse una volta queste parole nel suo piccolo diario: “non si riuscirà mai a far capire a un ragazzo che, la sera, è nel bel mezzo di una storia avvincente, non si riuscirà mai a fargli capire, con una dimostrazione limitata a lui stesso, che deve interrompere la lettura e andare a letto” .

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