Video dipendenti o video intelligenti? Per un uso corretto della televisione

Video dipendenti o video intelligenti? Per un uso corretto della televisione

Erina Fazioli Biaggio, Edizioni Red, Milano 2009

“Lascia o raddoppia?” era una volta il fatidico quesito che Mike Buongiorno poneva ai suoi concorrenti, tenendo incollati davanti al piccolo schermo con il fiato sospeso milioni di telespettatori. Oggi, a distanza di quasi 50 anni, ci accorgiamo che quasi nulla è cambiato, anzi forse il consumo di televisione nelle famiglie è addirittura smodatamente aumentato. Il quesito allora che è opportuno farsi è quello di scegliere se essere “video dipendenti” o “video intelligenti” o, detto in altri termini, chiedersi se sappiamo riconoscere quando è il momento giusto per spegnere la televisione e dedicarsi ad altro.

La tv infatti ha invaso ormai le nostre case con una presenza ingombrante, dominante, soprattutto sui bambini. Si trovano televisori ormai in tutte le stanze e una miriade di canali, digitali e non, fornisce un'offerta praticamente illimitata a ogni ora del giorno. Ma tutto questo non è detto che sia una sciagura. Occorre semplicemente imparare a utilizzare il telecomando per servirsi della televisione con intelligenza, senza demonizzarla.

Il libro

“Video dipendenti o video intelligenti?”

di Erina Fazioli Biaggio, già docente e consulente del Servizio di Educazione ai mass media del dipartimento della Istruzione e della Cultura del Canton Ticino (Svizzera), è un aiuto concreto, quasi un vademecum, per imparare a impostare un rapporto maturo e consapevole con la televisione. La sua caratteristica principale è quella di essere illustrata con numerosi disegni ironici sui vari comportamenti erronei di consumo di televisione, che facilitano e aiutano a catturare l'attenzione dei bambini. Il risultato è una lettura molto piacevole e di facile comprensione.

Con i suoi consigli e le sue riflessioni, il libro si rivolge principalmente a genitori e insegnanti che intraprendono il non facile compito di educare i bambini al giusto utilizzo del mezzo televisivo. In particolare, l’autrice indaga sui rischi e i comportamenti erronei, come ad esempio l’abitudine di lasciare i bambini per ore da soli davanti al teleschermo, oppure quello di accendere la tv appena rientrati in casa o al minimo accenno di noia.

Come affrontare allora il problema? A piccoli passi, riducendo innanzitutto con piccoli accorgimenti l’importanza del televisore dentro la casa e riprendendosi poi una posizione di comando sull’apparecchio.

Inoltre è bene non sopravvalutare le capacità di analisi e comprensione dei bambini i quali non possono assegnare il giusto significato e valori ai contenuti televisivi. Diventa quindi fondamentale durante la visione di un programma, la presenza di un adulto che sappia scegliere, valutare i contenuti e stimolare la riflessione.

Un’opera senza dubbio interessante, che illustra il problema senza allarmismi e facili demonizzazioni del mezzo televisivo, per proporre soluzioni utili e concrete a vantaggio di una vita più consapevole e sana in famiglia.