Perché leggere ancora Dostoevskij? Un Convegno ci racconta la sua opera attraverso una prospettiva interdisciplinare

Perché leggere ancora Dostoevskij? Un Convegno ci racconta la sua opera attraverso una prospettiva interdisciplinare

Ha ancora senso oggi leggere e conoscere l’opera diDostoevskij ? La sua narrativa profondamente cristiana e al contempo anti-moralista è ancora attuale? E soprattutto può essere una guida valida per la crescita e la formazione dei giovani, contro la tirannia del nichilismo moderno? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che si sono posti al VII Convegno Internazionale di Poetica & Cristianesimo, intitolato Dostoevskij: abitare il mistero.

Il Convegno, che si è svolto lo scorso 27 e 28 aprile presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, è stata l’occasione per fare una riflessione generale sul rapporto tra il Cristianesimo di Dostoevskij e il senso di vuoto, smarrimento e angoscia che vive l’uomo contemporaneo.

Dostoevskij: romanzi universali per la formazione dei giovani

Nikolái Berdjaev, uno tra i più importanti interpreti del grande scrittore russo sosteneva che le vere protagoniste dei suoi romanzi erano le idee, in particolare quelle sulla fede. Dostoevskij non è un teologo né intende esserlo; è invece corretto affermare che i suoi romanzi possono essere definiti “teologali”, perché il tema di fondo costante è il rapporto tra uomo e Dio.

Questo aspetto, unito a una riflessione molto profonda e sentita sull'etica, trova la sua massima espressione in particolare in due romanzi: Delitto e castigo e I fratelli Karamazov. In queste opere, la maggior parte della narrazione non è fatta di azioni, ma di pensieri, spesso pieni di angoscia, solitudine e disperazione. Pensieri sull’uomo, sulla miseria della vita e sul mistero di Dio. Pensieri sempre e comunque umani, su cui il lettore è invitato a riflettere. In entrambi i romanzi, come del resto nelle altre sue opere, il rapporto tra i personaggi e Dio, che si rende presente nella e attraverso la coscienza, è sempre centrale, arrivando ad essere spesso il punto chiave di svolta delle trame.

Come ha detto Eraldo Affinati, Dostoevskij è "l'uomo della ricucitura, del risanamento: mette a posto le piaghe", ricordando come nella sua opera traspaia al tempo stesso una forte "radice pedagogica". Lo scrittore, in fondo, "vuole guarire, non vuole ammalarsi: punta alla guarigione e alla speranza, anche se tutta la ferita se la porta dentro".

Per Alessandro D'Avenia, facendo da spalla ad Affinati nella tavola rotonda in cui i due scrittori di successo ed insegnanti entrambi di liceo si sono confrontati sull’influenza del grande scrittore russo nella loro vita e opera, Dostoevskij è colui che "in ogni pagina fa sentire dentro di te uno spazio aperto al sacro" e trasmette l'idea "che in una visione cristiana del mondo l'amore ha la priorità rispetto alla conoscenza". Infatti, "non c'è aumento di conoscenza del mondo che non sia preceduto da un aumento di conoscenza dell'amore". Porsi davanti ad un'opera letteraria è come "abitare un mistero": "mentre ti fa accadere una storia interessantissima", in realtà ti sta facendo sperimentare "un'altra storia molto più grande che risuona nella vita di ogni essere umano ogni giorno".

Nella nostra società moderna, infettata da un nichilismo sempre più diffuso e presente, la lettura dell’opera di Dostoevskij è quindi attuale e affascinante, rilevandosi uno strumento estremamente prezioso per la formazione e l’educazione degli adolescenti. Dostoevskij è vita: se si vuole conoscere gli abissi dell’animo umano, comprendere le nostre crisi e quelle del mondo, allora egli ci è indispensabile.

Scoprire Dostoevskij attraverso un approccio interdisciplinare

Il Convegno Poetica & Cristianesimo ha approfondito tutti questi temi, in un’ottica prima di tutto interdisciplinare, passando dalla teologia all’antropologia, dalla pittura al cinema. Non solo quindi uno sguardo puramente letterario, ma un approccio aperto e trasversale, per essere fedele alla poliedricità degli scritti e del pensiero dell’autore russo. In questa prospettiva, si inserisce ad esempio la mostra Voci nel silenzio dell’artista Cristina Aymerich, che attraverso i suoi quadri ha voluto rappresentare il senso di mistero dell’opera di Dostoevskij. Oppure l’intervento del critico cinematografico José Garcia, che ha messo in luce l’interesse verso Dostoevskij nel cinema contemporaneo.

Cosa è il Convegno Poetica & Cristianesimo

Poetica & Cristianesimo , è forum internazionale di studio, che promuove un Seminario permanente di Convegni biennali internazionali, per offrire un luogo di incontro e di relazione fra accademici e artisti che provengono da diversi campi e approcci di lavoro.