Pokèmon mania: il gioco è già finito?

Pokèmon mania: il gioco è già finito?

Era l’inizio dell’estate, appena qualche mese fa. Milioni di persone in tutto il mondo andavano in giro a caccia dipokèmon virtuali con il loro smartphone. Sembrava l’inizio di un nuovo e incredibile trend sociale destinato a lasciare una lunga scia dietro di sé. Si è rivelata invece una breve e passeggiera moda estiva. Almeno secondo gli ultimi dati rilasciati da ben tre agenzie di analisi, laSensor Tower, la SurveyMonkey e Apptopia, che hanno recentemente rivelato una forte caduta in picchiata del famoso gioco virtuale. Secondo la loro analisi, sono diminuiti, già a partire da Agosto, gli utenti attivi e i download dell’appPokèmon Go, rispetto al boom iniziale del lancio. Anche l’utilizzo del tempio medio del gioco e le condivisioni sono in netto calo. Pokèmon Go: tutti i numeri di una vera mania Forse è ancora troppo presto per dire se Pokèmon Go ha già fatto il suo tempo. Ma i numeri parlano da soli. Dopo aver raggiunto, infatti, l’incredibile cifra di 100 milioni di download nella sola prima settimana di lancio e ad avere toccato a metà luglio la quota di ben 45 milioni di giocatori attivi al giorno - numeri mostruosi mai raggiunti da nessuna app - Pokèmon Go ora inizia a dare i suoi primi segni di assuefazione. Tra Agosto e Settembre si è registrata una perdita di ben 15 milioni di giocatori, quasi un terzo. Certo, rimangono ancora altri 30 milioni di utenti, ma il calo è significativo. Quali sono le cause? Ufficialmente non trapela nulla, ma probabilmente passata la curiosità, la viralità e l’entusiasmo iniziale, alimentati anche dal gossip eccessivo dei media, il gioco come sempre accade in questi casi, si è sgonfiato. Tuttavia, secondo gli esperti delle tre agenzie di analisi, non si tratterebbe di un semplice e naturale calo fisiologico, ma di un vero e proprio disinteresse verso l’app, maturato a poco a poco tra gli utenti per l’eccessiva ripetitività del gioco che porterebbe a un naturale stato di noia e di stanchezza. Servirebbe insomma una nuova versione 2.0 con nuove funzioni e possibilità di gioco per rilanciarla o il game over per l’app di recod è vicino. Cosa è e come funziona Pokèmon Go Ma come funziona l’app Pokèmon Go? Attraverso una mappa Gps che riproduce sul cellulare il luogo reale in cui un utente si trova, il giocatore deve scovare e catturare dei Pokémon virtuali, nascosti ovunque, dietro un albergo o una siepe, in un negozio o in una piazza. Una volta catturati, è possibile allenarli per poi sfidare in tornei i Pokémon di altri giocatori. Alla base del gioco e del suo successo c’è la realtà aumentata, una tecnologia che riesce a coniugare il mondo reale con quello virtuale, sovrapponendo perfettamente l’uno all’altro, e che nei prossimi anni potrebbe avere margini di espansione enormi, non solo nel mondo dei videogiochi. Chi sono gli utenti che giocano con Pokèmon Go? Principalmente giovani sotto i 30 anni, ma ci sono anche dei grandi. E’ un gioco, hanno osservato sociologi ed esperti, che porta fortemente ad una compulsione infantile, ad uno stato regressivo di adultescenza, un limbo a metà strada tra adolescenza ed età adulta, che impantana in una palude di sabbie mobile da cui diventa sempre più difficile uscire. Pokèmon Go: rischi e pericoli Il pericolo di estraniarsi dal mondo con Pokèmon Go, totalmente presi dal gioco, e di isolarsi a livello fisico e psicologico è molto forte. Da quando è stata resa disponibile questa app, non è raro vedere persone che camminano per le strade in cerca di Pokemon completamente alienati nella loro caccia virtuale e in preda quasi ad una ossessione convulsiva, rischiando inoltre di creare disagi e incidenti e, in alcuni casi, mettendo in pericolo anche la propria incolumità. Un isolamento diverso da quello dell’hikikomori, ma non per questo meno tragico e pericoloso. Ma alla fine di tutto, vedendo dalle immagini dei telegiornali folle di giovani in mega raduni correre convinti e determinati per prati a caccia di inesistenti mostriciattoli gialli, come se esistessero veramente, vale la pena forse scherzarci anche un po’ sopra. E allora, la vera domanda da farsi, ora che 15 milioni di persone hanno smesso di fare la loro caccia virtuale ai Pokèmon, è se torneranno alla loro vita reale o continueranno in altre forme, forse anche peggiori, a vivere in quella virtuale? Nei prossimi mesi, cari lettori, avremo la risposta.