Cinque lezioni di comunicazione che i bambini possono darci
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I bambini imparano dagli adulti, ma anche gli adulti possono farlo dai bambini. Se ai piccoli servono modelli educativi validi, per la formazione virtuosa del loro carattere, anche i grandi hanno bisogno dei bambini, per svecchiare un cuore spesso appesantito dalla vita, dalle esperienze negative e dalle cattive abitudini diventate vizi.
Il grande dovrebbe avere saggezza, da condividere con il bambino. Quest’ultimo, però, ha molto da offrire all’adulto, in particolare la sua purezza e uno sguardo ancora innocente sulla vita.
Anche in ambito comunicativo i bambini possono essere maestri, in casa, a scuola, e in tutti gli ambiti di vita.
Ecco dieci lezioni di comunicazione che i piccoli possono offrire ai grandi.
- Esprimi le tue emozioni
Se qualcosa non va nella vita di un bambino, lo vedi. I piccoli esprimono i loro stati d’animo, spesso anche in maniera scomposta e vistosa. Lo fanno perché sanno di aver bisogno di aiuto. I grandi, invece, vedono nella manifestazione della loro interiorità una sorta di vulnerabilità. E allora il rischio è quello di tenere tutto dentro: il che, lo sapremo per esperienza, non fa bene. Impariamo dai bambini l’arte di esprimere quello che ci attraversa, ovviamente cercando di farlo con persone di fiducia.
- Sii sincero, pur mediando per non ferire
Si dice che i bambini sono “la bocca della verità”. Se pensano che un cibo non sia buono, lo dicono. Se un loro pari li ha offesi, lo dicono. Certo, non tutti i bambini hanno la stessa loquacità, ma il bambino è solitamente trasparente e impara, a poco a poco, a mettere i filtri che la vita con gli altri, in società, richiede. L’adulto, proprio perché ha imparato a mettere filtri, vede nella trasparenza un pericolo per le sue relazioni. Ovvio, non si può dire tutto ciò che si pensa, in qualunque modo, in qualunque momento. Anche la verità ha bisogno, spesso, di gradualità, di canali giusti e di tanta buona educazione. L’adulto, inoltre, sa che ci sono dei limiti e delle regole non scritte per salvaguardare le relazioni. Dai, bambini, però, possiamo recuperare una disposizione profonda verso la verità e l’autenticità. La sincerità dei bambini ci insegna che possiamo scegliere di non rinunciare a noi stessi solo per compiacere sempre qualcun altro.
- Dai il buon esempio, se vuoi essere preso sul serio
Un adulto che non fa ciò che dice o che si contraddice nel dare regole smette di meritare la fiducia degli altri.
I bambini sono maestri nel rilevare le incoerenze, nel far notare a qualcuno più grande che non sta mettendo in pratica per primo ciò che insegna e questo perché il bambino, avendo bisogno di regole e paletti, cerca nell’adulto una strada sicura: è attento, anche quando non sembra. Se fai ciò che dici, il bambino impara a fidarsi e a seguirti. Altrimenti, non sei credibile e smetterà di vederti come una guida.
- Si può piangere: le lacrime non sono nemiche
I bambini piangono con naturalezza. Se un grande piange, invece, quel gesto è visto come segno di debolezza. Un adulto non piange mai in pubblico, al contrario dei bambini.
È evidente che più si cresce più si impara a selezionare chi può accogliere la parte più intima di noi. E non c’è nulla di più intimo che piangere con qualcuno. Anche in questo caso, però, la spontaneità con cui i bambini lasciano sgorgare le lacrime dai loro occhi ci dice qualcosa sulla nostra libertà interiore e sulla qualità delle nostre relazioni. Sappiamo piangere, forse da soli, in silenzio? C’è qualcuno, un’amica, un fratello, un marito, una moglie, con cui ci sentiamo liberi di piangere? Perché le lacrime non sono nemiche, sono la misura della nostra umanità. Se non sappiamo più piangere, forse abbiamo smesso di provare tanto la gioia quanto il dolore. Forse siamo anestetizzati. I bambini ci ricordano il valore delle lacrime e a non aver paura di esse.
- I bambini litigano e fanno pace nello stesso minuto
I bambini non hanno le nostre sovrastrutture. Per loro, litigare, non comprendersi, arrabbiarsi e fare pace sono aspetti fisiologi che coesistono in un rapporto. Vediamo bambini litigare e fare pace nell’arco di una manciata di secondi. Certamente, non possiamo pensare che le discussioni dei bambini – forse su chi deve utilizzare un gioco per primo – possano avere le stesse implicazioni delle discussioni tra adulti. Pensiamo alle liti tra coniugi, magari per l’invadenza delle famiglie d’origine o alle discussioni per problemi di lavoro. Chiaramente, i piccoli hanno problemi piccoli, i grandi hanno problemi grandi. Dai bambini, però, possiamo imparare una postura: ovvero, non smettere di vedere l’altro come un amico perché, in quella data circostanza, ha deluso le aspettative o non è d’accordo con noi. Dai bambini possiamo imparare a vedere l’altro (e la relazione con l’altro) come una ricchezza a prescindere dalle divergenze. Se questo è il nostro atteggiamento di fondo, infatti, cercheremo soluzioni che non ci portano ad eliminare le persone dal nostro percorso, bensì alla rimozione degli ostacoli che ci separano.
E voi, quali lezioni avete imparato dai bambini? Se volete, scrivetecelo nei commenti!















