mercoledì, Settembre 27 2023

Intervista con W. Bradford Wilcox, Direttore del:


National Marriage Project dell’Università della Virginia

(Stati Uniti)


Ci può illustrare i risultati del suo Osservatorio mondiale sulla
Famiglia?

Il prossimo rapporto dell’Istituto sulle Tendenze Sociali e l’Osservatorio
Mondiale sulla Famiglia si concentra sul tema “La Culla Vuota” e nello
specifico affronterà il tema di come il calo del tasso di natalità e dei
matrimoni si sta ripercuotendo sulle entrate fiscali dei governi e più in
generale sullo status dell’economia.

Si esamina nel dettaglio il modo in cui le pensioni sono minacciate dalla
diminuzione dei giovani che lavorano in paesi come Grecia e Germania, o si
fanno previsioni sullo stato di salute a lungo termine di paesi come la
Cina ed il Giappone, minacciati da un bassa tasso di natalità, e come la
diminuzione globale dei matrimoni stia recando danni sia sotto l’aspetto
sociale ed umano sia sotto quello della forza lavoro

Cosa pensa di come viene rappresentata la famiglia

nelle serie Tv e al cinema e quanto pensa stia influenzando l’idea
attuale di famiglia nelle nuove coppie?

Purtroppo un numero sempre maggiore di ricerche mettono in evidenza che la
Tv ed i media in genere incoraggiano i giovani ad abbracciare un’etica
edonistica che sprona più al divertimento, posticipando sempre di più il
matrimonio. Il problema è che con questa etica da “cultura pop” non c’è più
spazio per l’etica del sacrificio reciproco che è la base fondamentale su
cui costruire un matrimonio riuscito e fondare una vita familiare.


Come sono cambiate le relazioni familiari negli ultimi decenni a causa
del tempo dedicato a media?

Un fenomeno che osserviamo è che i membri di una famiglia passano sempre
più tempo davanti a Tv, computer e telefoni cellulari piuttosto che a
parlare tra di loro. La nostra ricerca indica che più tempo si passa
insieme, più possibilità ci sono di costruire relazioni forti e felici
all’interno della famiglia.


Il modello di famiglia negli Stati Uniti è diverso da quello europeo o
latinoamericano da un punto di vista sociologico? In che modo?

Direi di sì, nel senso che i nordamericani sono più individualistici, più
disposti alla mobilità e maggiormente concentrati sul lavoro, rispetto agli
europei e sudamericani. Tutti elementi che incidono sulla vita
matrimoniale. Non a caso negli Stati Uniti si registra generalmente un
tasso di divorzio più alto rispetto a quello europeo e dei paesi
latinoamericani. La maggior parte dei paesi europei e latino-americani sta
perdendo attaccamento nei confronti dell’istituzione del matrimonio. Molte
persone iniziano a vedere il matrimonio come “solo un pezzo di carta”. Tra
gli effetti, osserviamo l’aumento della convivenza in tutta Europa, America
Latina e Stati Uniti. Questo vuole dire che un numero sempre più crescente
di bambini inizia ad essere il frutto dell’unione di coppie conviventi e
non sposate.


Pensa che gli adolescenti navighino su Internet per trovare ciò che non
possono ottenere a casa o c’è veramente questa necessità di essere
sempre on-line?

Non penso proprio che gli adolescenti trovino su Internet ciò che non
possono ottenere nelle loro famiglie. Al contrario, penso che il web e le
altre forme di comunicazione virtuale, siano una fonte di distrazione
attraente per molti adolescenti. Ma il problema è che i rapporti virtuali
non possono sostituire quelli reali. Le ricerche più recenti indicano che
più tempo si passa a navigare su internet maggior è il rischio di
depressione.

Quali prospettive per il futuro?

Ci sono segnali di preoccupazione ma anche di speranza. Da una parte, nella
società attuale il matrimonio sta chiaramente perdendo terreno. Non so se
questo trend cambierà nel breve termine. D’altra parte molte organizzazioni
laiche e religiose stanno provando un numero innovativo di approcci per
rinnovare lo spirito del matrimonio e la vita familiare, dai video di
YouTube a corsi di formazione per la famiglia. Questo fermento comincia a
dare i suoi frutti, come la ricomparsa di famiglie stabili e numerose in
molte comunità religiose in tutto il mondo – dagli Stati Uniti ad Israele.
Questo trend mi rende speranzoso nel lungo termine, sopratutto quando
calano gli aiuti statali alla famiglia perché diminuiscono gli introiti
fiscali.

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