giovedì, Giugno 1 2023

Più del 40% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 17 anni invia o riceve,
attraverso internet, messaggi, immagini o video, con riferimenti sessuali
espiliciti e i genitori non lo sanno.

Di recente Save the Children ha pubblicato un

rapporto

stilato dall’agenzia IPSOS in vista dell’edizione 2015 del Safer Internet Day Study con l’obiettivo di misurare i livelli di
conoscenza dell’ambiente digitale da parte dei teenager italiani.

Il sondaggio, eseguito su un campione di ragazzi tra i 12 e i 17 anni,
rileva che la stragrande maggioranza di loro è iscritto ai principali
social network e li usa per tenersi in contatto con amici e conoscenti.

Attraverso questi mezzi uno dei comportamenti più diffusi è quello di
inviare (44%) e ricevere (40%) messaggi a sfondo sessuale. Un’altro
comportamento, anche se relativamente meno diffuso, è quello di inviare
video o immagini che li raffigurano «in modo sconveniente» ad un adulto
(20%) talvolta per avere in cambio dei regali (19%).

Contemporaneamente è diminuita la percezione dei pericoli sia online che
offline: quelli più preoccupati dei rischi possibili (bullismo o molestie)
sono i ragazzi tra i 12 e 13 anni (70% rispetto al 64% del totale
intervistati). Mentre generalmente sono le ragazze a sentirsi più a rischio
di ricevere molestie e aggressioni da parte di adulti (42% rispetto al 36%
del totale).

Il 23% dei ragazzi intervistati, inoltre, ha dichiarato di non farsi troppi
problemi sui contenuti che invia in gruppi di conversazione in cui sono
presenti sconosciuti. Altri comportamenti diffusi sono quello di darsi
appuntamento di persona con qualcuno conosciuto in una chat (lo fa il 33%
di loro, per poi scoprire il 15% delle volte che la persona con cui si era
entrati in contatto non era in realtà la persona che diceva di essere),
inviare dati personali ad un gruppo di cui non si conoscono tutti i
componenti (33%), inviare messaggi, video o fotografie con contenuti
sessualmente espliciti (19%).

Quanti genitori controllano l’attività dei propri figli sul web? Quanto
sono consapevoli dei rischi che presenta la rete? I dati sull’argomento al
momento sono scarsi, ma da una ricerca Ue rilanciata dalla Federazione
italiana sessuologia scientifica (Fiss) è emerso che nel nostro paese solo
il 15% dei genitori dei ragazzi che hanno sperimentato il sexting
(la pratica di scambiarsi messaggi con contenuti sessualmente espliciti) ne
sono consapevoli. Nel resto d’Europa la situazione è invece diversa: in
Francia (20%), in Inghilterra, Olanda (25%) e Spagna (29%).

Nota: articolo riprodotto con il permesso di


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