domenica, Giugno 4 2023


“L’unità famigliare è la cellula intorno alla quale si è formato lo
stato. […] Se non siamo di quelli che possono invocare la Trinità
divina, potremo almeno invocare la trinità umana, e vedere questo
triangolo ripetuto, come caratteristico, sempre e dappertutto nel
mondo”.

Queste parole di G. K. Chesterton, riportate nel suo L’uomo eterno
, sono emblematiche della visione che aveva sulla famiglia.

La profonda convinzione che la famiglia sia un’istituzione naturale,
primordiale, immutabile e sacra, è stata alla base della lunghissima e
prolifica attività dello scrittore inglese vissuto a cavallo tra il 19° e
il 20° secolo.

Con l’ironia e la sagacia che lo caratterizzavano, egli ha sempre lottato,
servendosi della sua penna, per difendere il legame unico e fecondo che fa
di un uomo e una donna un soggetto nuovo e che ha in sé il potere di
generare la vita.

Ma che valore hanno oggi i suoi scritti?

Un autore senza tempo, che sembra parlare proprio al nostro

La dott.ssa Alla Kovalenko, laureata in Comunicazione Sociale della Chiesa,
presso la Pontificia Università della Santa Croce, con il suo lavoro di
ricerca intitolato

Difesa della famiglia negli scritti giornalistici di G.K. Chesterton

, ha indagato la capacità persuasiva di G. K. Chesterton e ha cercato di
capire come e quanto potesse essere attuale anche ai nostri giorni: “Lo
scopo principale dell’analisi degli articoli di G. K. Chesterton dedicati
ai temi ‘matrimonio’, ‘famiglia’, ‘divorzio’ – spiega nella parte
conclusiva del suo lavoro – era capire quali mezzi e criteri di persuasione
venivano utilizzati dall’autore nei suoi scritti giornalistici. […] In
secondo luogo, ci sembrava interessante studiare e capire la logica
argomentativa dell’autore, per trovare, prendendo come modelli alcuni suoi
articoli, delle possibili ‘chiavi’ di lettura, intellettuali e retoriche,
con cui poter difendere la famiglia nei media, protagonisti dello spazio
pubblico del nostro tempo”.

Ciò che la ricercatrice ha riscontrato è che le argomentazioni, le
similitudini, gli esempi, i paradossi che l’autore inglese utilizzava per
salvaguardare l’istituzione famigliare dal veleno dell’individualismo che
dilagava nella società del suo tempo possono essere accattivanti ed
efficaci anche se riproposti ai nostri giorni, in un momento in cui la
famiglia attraversa una crisi molto profonda.

Le preoccupazioni di Chesterton

Chesterton si trovò, per tutta la vita, a confutare idee che percepiva
nocive per la famiglia.

Ad esempio, in un’epoca in cui si iniziava a mostrare insofferenza per i
legami – visti come dei lacci che soffocavano la libertà – Chesterton
sosteneva che il voto matrimoniale non era un legame che doveva mantenere
unito qualcosa che rischiava di dividersi: il giuramento, piuttosto,
enfatizzava, innalzava, e sottolineava il desiderio di stare insieme.

In un’epoca in cui si premeva per la liberalizzazione del divorzio, al
venir meno dei sentimenti, l’autore affermava che il matrimonio non si
basava solo sui sentimenti, ma soprattutto sulla fedeltà e sulla
responsabilità dei coniugi.

In un contesto dove si cercava di promuovere “l’amore libero”, inteso come
“relazione senza vincoli”, Chesterton sosteneva con forza che l’amore vero
non può essere anarchico, ma per sua stessa natura esige che ci siano certe
regole.

Questi sono solo alcuni esempi ma sufficienti a suscitare una riflessione:
quante critiche rivolte alla famiglia ai tempi di Chesterton sono presenti
anche ai nostri giorni?

Quante volte percepiamo sfiducia verso il matrimonio, verso la possibilità
concreta di prendere un impegno che duri tutta la vita?

Forse, i “nemici” della famiglia individuati dall’autore (ad esempioCapitalismo, Eugenetica, Industrialismo,Sentimentalismo, Incomprensione del senso della libertà, Mancanza della dimensione soprannaturale ecc.) non sono poi così
distanti da noi.

L’unicità dello stile di Chesterton

La tesi si propone di analizzare soltanto gli scritti di tipo giornalistico
di Chesterton, sebbene molti siano stati i generi di testo con cui si è
cimentato nella sua carriera.

La ricercatrice rivela come lo scrittore, nell’affrontare le diverse
tematiche, possedeva una rara abilità di costruire dei “frame” usando a suo
favore le convinzioni degli avversari: ciò che a prima vista poteva
sembrare punto di forza di chi aveva un’idea opposta alla sua, diventava
invece il suo argomento forte. Ad esempio, se i sostenitori del divorzio
dicevano che esso era inevitabile laddove “sorgessero incompatibilità”,
l’autore sosteneva che proprio l’incompatibilità naturale tra uomini e
donne era alla base dei rapporti duraturi.

Chesterton poi si distingue per la padronanza delle figure retoriche, che
rendono senza dubbio il suo discorso bello, coinvolgente e convincente. Era
in grado, inoltre, di usare “immagini” che formassero nella mente del
lettore dei veri e propri quadri della realtà.

Il valore di questo lavoro di ricerca

Se ci chiedessimo dove risiede la forza comunicativa dell’aurore, la
risposta della Kovalenko, contenuta nelle conclusioni della tesi, sarebbe:
“L’impressione generale è che l’autore superi gli schemi conosciuti grazie
alle sue capacità di abbinare in un modo totalmente organico tutti gli
elementi di persuasione. I suoi argomenti non mancano mai di ethos
e di pathos. Questa modalità conferisce alle strutture logiche un
forte impatto comunicativo, unendole intrinsecamente agli aspetti
psicologici ed emotivi (comunicativi). Non sarebbe quindi possibile
individuare un unico fattore di persuasività: essa è infatti ottenuta
dall’unione, dall’accostamento di vari elementi che si rafforzano
vicendevolmente. Ogni elemento recupera e compensa le debolezze o
incompletezze dell’altro”.

Per comprendere meglio tutto questo, vi invitiamo a leggere la ricerca, che
ha sicuramente un grande valore formativo per chi opera nell’ambito della
comunicazione e si trova a dover difendere la famiglia dai numerosi
attacchi che riceve.

La tesi, sviscerando le argomentazioni di un autore che ha fatto la storia
nel panorama del dibattito pubblico, offre innumerevoli spunti per
dialogare in modo efficace, anche ai nostri giorni, su un tema tanto
delicato e importante.

Se non abbiamo la stessa forza persuasiva e la stessa originalità di
Chesterton, leggendo questo lavoro di ricerca, potremo fare nostre e
prendere in prestito un po’ delle sue…

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