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Ci sono differenze profonde tra amore e lussuria, tra tenerezza e possesso.

La lussuria cerca soltanto un piacere immediato: usa un corpo.

L’amore, invece, riconosce una persona: guarda un volto, si sofferma su una storia, si interessa di un’anima.

Chi ti vuole bene ti chiama per nome. Chi non ha cura per la tua vita non sente alcun bisogno di rivolgersi a te così: il nome appartiene all’amore, non all’uso.

Di queste verità, per nulla astratte, ha fatto esperienza Peter, membro del carisma cattolico Courage, che si rivolge con la sua pastorale a persone che condividono l’esperienza dell’attrazione per lo stesso sesso.

Cosa è Courage

Il carisma “Courage” è la missione di Courage International: accompagnare, nella fede cattolica, persone con attrazione per lo stesso sesso offrendo sostegno spirituale, amicizia e un cammino di crescita interiore.
Si basa sull’idea di vivere con coraggio i propri valori cristiani, attraverso preghiera, relazioni autentiche e sostegno reciproco.

Le parole di Peter

Le parole di Peter scuotono e fanno riflettere, a prescindere dal vissuto di ciascuno. Ecco cosa racconta:

“Una volta ho invitato uno sconosciuto a venire nel mio appartamento dopo aver ricevuto da lui i segnali che voleva avere un incontro sessuale. Mentre eravamo insieme, gli ho chiesto come si chiamava. Ha risposto: ‘Nessun nome. Solo sesso. Ora vai avanti’. A quel punto ho capito che qualcosa non andava. Non potevo continuare a dire che quello era uno stile di vita appagante. Ho iniziato a rivolgermi con fede a Dio, per ottenere risposte. Può sembrare strano, ma mentre accadeva tutto questo, io credevo in Dio. Frequentavo la messa e pregavo molto, ma spesso mi ritrovavo a piangere senza una ragione apparente. Poi è successo. Ho iniziato a gridare al Signore in mezzo alle mie lacrime. Ho iniziato a chiedere disperatamente il suo aiuto.

Peter aveva avuto un’infanzia difficile: un padre assente e una madre troppo ingombrante, che gli aveva posto sulle spalle responsabilità più grandi della sua età.

Non vogliamo generalizzare, né proporre cliché. La storia di Peter è solo la sua, unica e irripetibile. Per lui, le cose sono andate così.

Per proteggersi dai problemi famigliari, si rifugiava nelle serie televisive, mentre le amicizie e le relazioni reali lo spaventavano. A quattordici anni uno psicologo della scuola, ascoltando i suoi turbamenti interiori, gli disse che era gay e lo incoraggiò a fare esperienze in quella direzione.

Peter accolse il suggerimento e per anni visse relazioni più o meno stabili, spesso fragili e fugaci.

Finché, quella fatidica notte, qualcosa si ruppe: si rese conto di non avere rispetto per sé stesso. Accettava di essere usato, senza essere davvero visto. E, dopo anni di rapporti inconsistenti, comprese che meritava molto di più.

Peter è stato salvato dal vortice della solitudine non da una nuova relazione amorosa, bensì dall’amicizia. Ha avuto, infatti, due amici importanti: Mimì e Bob, che, a differenza dell’uomo incontrato per strada, lo hanno chiamato per nome e, in momenti diversi della sua storia, sono intervenuti per aiutarlo.

Si sono interessati a lui, al suo vissuto, lo hanno affiancato.

Inserendosi in un gruppo accogliente e basato su stima reciproca, Peter ha riscoperto il suo valore e ritrovato la sua dignità di persona, fatto pace con il suo passato, perdonato i suoi genitori, buttato via quella tv nella quale si tuffava per isolarsi.

Tutto è partito da quella notte; tutto è cambiato perché, senza nemmeno saperla decifrare, aveva avvertito nel cuore la chiamata a qualcosa di più. Nemmeno sapeva che nella Bibbia era già contenuta la profezia anche sulla sua vita: “Ti ho chiamato per nome” (Is 43,1) e “Tu sei prezioso ai miei occhi” (Is 43,4).

Oggi, però, è testimone di una rinascita cominciata proprio così.”

Conclusioni

La storia di Peter ci ricorda che il desiderio più profondo di ogni persona non è essere usata, ma essere riconosciuta. C’è una dignità immensa nel riscoprire il proprio nome: significa passare dall’essere un oggetto di consumo all’essere una persona con un valore e un’anima.

La sua rinascita dimostra che la solitudine non si cura con incontri passeggeri, ma con la solidità di relazioni autentiche. Sono stati gli amici veri, capaci di chiamarlo per nome e guardare oltre le sue ferite, a ridargli la forza di riconciliarsi con il passato. In fondo, il messaggio di Peter è universale: nessuno di noi dovrebbe mai accontentarsi di un “nessun nome”, perché ognuno di noi è prezioso.

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