lunedì, Febbraio 26 2024

A febbraio, quasi 113 milioni di utenti di App Store e Google Play in tutto
il mondo hanno scaricato TikTok, un aumento del 96% rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno. Stando alle ultime stime (Sensor Tower Store) la
piattaforma ha registrato un vero e proprio boom, con un trend in
progressiva crescita dall’inizio della emergenza mondiale causata dal
Covid-19, toccando il picco, nei vari stati, proprio in corrispondenza
dell’inizio del lockdown.

In poco più di 4 anni vita, la piattaforma sta per arrivare ai 2 miliardi
di download, e conta milioni di utenti attivi in tutto il mondo.

TikTok è stato lanciato nel 2016 dalla compagnia cinese ByteDance. Nel 2017
l’azienda ha acquistato per circa 750 milioni di euro Musical.ly, l’app che
permetteva di condividere video brevi di karaoke e coreografie. Poi, nel
2018, ByteDance ha integrato le due piattaforme e mantenuto il nome TikTok.
L’app consente di caricare e condividere brevi video di 15, massimo 60
secondi, magari con la musica preferita in sottofondo, di cantare, di
doppiare i personaggi e le scene dei film anche utilizzando effetti
speciali, di riprendere il mondo circostante, e/o il proprio corpo e le
proprie performance, spesso bizzarre, divertenti, assurde, in situazioni
banali, quotidiane, semplici o azzardate. In questo periodo di emergenza,
però, viene utilizzato moltissimo anche per veicolare tutte le informazioni
relative al virus. E proprio dall’inizio della pandemia, infatti, è stato
possibile rilevare anche un certo cambio di tendenza rispetto agli utenti
abituali. E’ stata definita come l’app della generazione Z perché spopola
tra i giovani e i giovanissimi, soprattutto i bambini, ma, negli ultimi
tempi, è stata anche molto utilizzata da università, centri di ricerca, che
attraverso la piattaforma mantengono il contatto con la rispettiva platea,
e, nello stesso tempo, rendono pubbliche attività e progetti.

Nelle scorse settimane TikTok ha avviato una vera e propria collaborazione
con l’Organizzazione mondiale della sanità e con altri enti che stanno
operando per fronteggiare l’emergenza, con lo scopo di condividere
contenuti relativi al Covid-19, attivando una sorta di canale
‘istituzionale’ di trasmissione delle informazioni. Intanto, prosegue,
incessante, la condivisione di video tipici che raccontano, in sostanza,
come il mondo, soprattutto quello giovanile, sta vivendo la pandemia. Si va
dalla messa in piega fai da te, a come lavarsi le mani, truccarsi,
vestirsi, giocare, mantenersi in forma, ai tempi del corona virus, perlopiù
attraverso immagini divertenti, e con l’immancabile sottofondo musicale.

E’ come se il colosso cinese stesse catalizzando l’attenzione sulla
emergenza, per combattere la quale ha dichiarato di donare anche 10 milioni
di euro, proprio all’Oms. E’ stato, inoltre, lanciato l’hashtag
#coronavirus, con lo scopo di contrastare il fenomeno della diffusione di
fake news attraverso l’app. E mentre in tutto il mondo si registrano tante
voci favorevoli all’iniziativa, non mancano, però, quelli che guardano con
perplessità “alla decisione dell’Oms di usare TikTok per ‘disintossicare’
le informazioni sul coronavirus. E ciò soprattutto considerando che finora
l’Ente non è riuscito a contribuire a fermare la diffusione del coronavirus
dalla Cina al resto del mondo e che intende proseguire lodando la Cina”,
così come riportato dal ‘Tailand Medical News’ ai primi di marzo 2020. (

https://www.thailandmedical.news/news/who-announces-collaboration-with-tik-tok-for-coronavirus-information-can-they-even-get-any-lower

)

Eppure la piattaforma, nonostante le polemiche, le perplessità e i
pericoli, cresce giorno dopo giorno, soprattutto durante la quarantena,
probabilmente perché, soprattutto in questi giorni strani, il desiderio di
svago e di intrattenimento si fa sentire ancora di più, specialmente da
parte dei giovani e, come abbiamo detto, dei bambini.

Ai giovani piace, e anche tanto; gli influencers non possono non
utilizzarlo, moltissimi politici sono diventati tiktoker convinti, e
allora, perché l’applicazione spaventa tanto, e ha fatto tanto parlare di
sé, in termini negativi, soprattutto qualche mese fa, poco prima che
scoppiasse la pandemia?

Quali sono i pericoli e i rischi di TikTok che permangono e rispetto ai
quali è necessaria una certa attenzione, anche nel periodo in cui dell’app
pare emergere principalmente la portata filantropica, proponendosi come
‘collaboratore di sicurezza sanitaria’?

Sembra paradossale, ma il pericolo maggiore investe proprio l’ambito della
sicurezza; in particolare, quella dei dati personali e, in generale, quella
relativa alla vita delle persone.

E’ notizia delle prime settimane del 2020 che l’Esercito degli Stati Uniti
D’America ha vietato l’utilizzo dell’applicazione ai militari sui
dispositivi messi a disposizione dal governo, considerando la piattaforma
una vera e propria cyberminaccia.

Inoltre, la piattaforma veicola spesso messaggi e azioni pericolose. Sono
diventate virali challenge pericolose, che portano ad imitare comportamenti
che mettono in serio pericolo l’incolumità delle persone. Qualche mese fa
c’è stata la la Skullbreaker Challenge, che nonostante il rischio di
‘spaccarsi la testa’, ha spopolato sul social per diverse settimane, in
tutto il mondo. Poi è arrivata, insieme al virus Covid-19, il filmato
dell’assurda performance che prevedeva di riprendersi a leccare i servizi
igienici, noncuranti del possibile contagio. E poi c’è il pericolo della
pedofilia, sempre in agguato. Molti dei video, infatti, propongono immagini
di giovani che espongono il proprio corpo, attirando i malintenzionati.

In India l’app è stata bandita per due settimane, nell’aprile del 2019,
proprio per i contenuti pornografici cui esponeva il giovane pubblico di
utenti e quindi per il pericolo di pedopornografia e cyberbullismo. Eppure,
nonostante ciò, quello indiano resta uno dei mercati principali con 323
milioni di download, nel 2019, pari al 44% del totale.

E’ un dato di fatto che questo social sia diffusissimo tra i giovanissimi.
Ma TikTok è un social adatto ai bambini, perché ne sono così affascinati?

I bambini sono attirati dal desiderio di divertimento, di svago; il
rischio, insieme alla visione di contenuti impropri e inadeguati, è che
tutto ciò si trasformi in una corsa all’ennesimo like, per aumentare il
numero dei followers, per ottenere consensi. E poi, non è escluso che
arrivino, invece, tanti dissensi che proprio quelle immagini possano
provocare, e che si arrivi alla disapprovazione, a veri e propri insulti,
offese, minacce, che feriscono la persona nella sua dignità. E’ il caso del
cyberbullismo, un fenomeno anch’esso molto diffuso sulla piattaforma e
comunque difficile da controllare.

In realtà, un bambino non è in grado di captare e comprendere fino in fondo
tutti i pericoli connessi alla visualizzazione della propria performance; o
quanto la visione continuativa di determinate immagini, abitudini e
comportamenti, possa influenzare le proprie abitudini e i propri
comportamenti.

Nonostante ciò, sono tantissimi i bambini che stanno trascorrendo le
giornate a guardare TikTiok.

TikTok rappresenta una sfida. ‘Oltre’ le competizioni, le challenge che
impazzano sulla piattaforma, la sfida cui la diffusione dell’app ci chiama
è, però, un’altra. E’ una sfida che dovrebbe impegnare soprattutto gli
adulti, e in particolare i genitori, gli educatori, ad accompagnare i più
piccoli nella realizzazione e visualizzazione dei contenuti offerti dal
social. Non è facile, perché i ragazzi preferiscono fare da sé, non
sopportano intrusioni e controlli, e in situazioni di stress e tensione
collettiva, sarà ancora più complicato. Ma la sfida è proprio questa: fare
in modo che non sia, e non appaia, come un controllo, e nemmeno come una
supervisione, ma, veramente, come una condivisione, uno stare insieme, in
‘modalità TikTok’. Certo non lo si può improvvisare. Forse è utopico
pensare che da un giorno all’altro questa modalità possa essere applicata e
soprattutto accettata dai giovani. Potrebbe essere necessaria tanta
pazienza e altrettanta determinazione. Incuriosire i ragazzi nella
decodifica di certi messaggi, insiti in alcuni contenuti, può essere un
primo passo, si può cominciare con i video divertenti, quelli
‘apparentemente’ più banali, oppure da quelli evidentemente pericolosi, per
iniziare a discuterne insieme. E, anche, proporsi come ‘regista’ dei video
realizzati specialmente dai bambini, nel tentativo di costruire un rapporto
di fiducia reciproca e scambio di opinioni su una delle tante realtà del
nostro mondo, della nostra vita, che di virtuale ha soltanto l’utilizzo del
mezzo, perché non ‘invada’ la vita dei nostri ragazzi, ma riescano
realmente a controllarne, in maniera consapevole, uso e fruizione.

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