Che tipo di rapporto abbiamo con i social media? Quanto tempo della nostra giornata impieghiamo su queste piattaforme e cosa ci aspettiamo dal loro utilizzo?

Quando parliamo di social media molti di noi siamo indotti a pensare alle nuove generazioni incantate davanti a Instagram e ai suoi filtri. Questa immagine non è del tutto sbagliata ma rappresenta solamente una parte del fenomeno social media. Che si usino per scopi ludici o professionali, per mantenere contatti o per attrarre followers l’introduzione di queste piattaforme ha inevitabilmente impattato sul nostro sistema sociale incidendo sulle nostre pratiche di interazione sociale, di acquisizione delle informazioni, di gestione delle emozioni e di esposizione delle proprie idee a un potenziale pubblico. 

Data la rilevanza e le conseguenze – positive e negative – del fenomeno, il Pew Research Center ha condotto un’indagine per comprendere il modo in cui gli utenti navigano nella complessità della realtà online e come questa incida sulla loro vita. Attraverso 5 focus group che hanno visto il coinvolgimento di 23 adulti statunitensi particolarmente attivi e coinvolti dai social media, l’indagine ha cercato di comprendere e analizzare il modo in cui queste persone costruiscano il loro ambiente sui social media, cosa e quanto rivelino di sé stesse e in che modo le piattaforme fornite dalle aziende incidano sulle esperienze di questi utenti.

Diverse piattaforme per diversi scopi

Il primo focus group ha evidenziato come gli utenti ricorrano a più piattaforme in base ai loro scopi e ai pubblici con cui desiderano connettersi. C’è chi usa Tik Tok per fare ricerche specifiche o per trovare sollievo dalle pressioni quotidiane, Twitter per rimanere aggiornati su questioni politiche, altre piattaforme per trovare soluzioni a problemi e ricercare momenti di intrattenimento.

Diversi utenti hanno parlato di Facebook come di un luogo in cui interagire con gli altri e rimanere in contatto con i propri cari:

Alla ricerca della socialità

Molti utenti hanno dichiarato di ricercare sulle piattaforme dei social media una dimensione di comunità e di supporto. Da i dati raccolti è emerso come alcuni abbiano vissuto interazioni di valore che sono poi proseguite anche offline, altri hanno dichiarato di essersi sentiti meno soli durante la pandemia e altri ancora di essere ricorsi ai social per connettersi con la comunità locale.

Quanto di noi stessi portiamo sui social media?

Gli utenti coinvolti nell’indagine hanno dichiarato che la misura in cui esprimono sé stessi oscilla dalla piena autenticità all’essere altamente riservati all’aspirazione a presentare il meglio di sé. Alcuni hanno spiegato come l’atteggiamento utilizzato sui social abbia impattato sul loro comportamento e sulla loro espressione personale nella vita offline. Altri hanno evidenziato una netta distinzione tra il sé reale e il sé dei social media.

Pubblicazioni su misura

Secondo quale criterio un utente decide cosa e quanto pubblicare? E come stabilisce la piattaforma migliore su cui farlo? Il quarto focus group della ricerca ha rivelato come gli utenti decidano cosa e quanto condividere sulla base delle specifiche piattaforme e dei relativi pubblici. Alcuni utenti, infatti, ritengono determinati social media più adatti di altri per alcuni tipi di contenuti, mentre altri hanno affermato di pubblicare solo su quelli ritenuti più “privati”. Ad esempio, un uomo sui vent’anni ha descritto di sentirsi più cauto nei confronti di Facebook, dove “tutti guardano”, mentre Instagram gli ha permesso di trarre vantaggio dal fatto che poteva condividere le cose con meno permanenza:

Come proteggersi da possibili attacchi?

Pubblicare sui social media espone a dei rischi. Questo è il motivo per cui molte persone sono riluttanti a condividere su queste piattaforme alcuni contenuti, soprattutto quelli di carattere politico e sociale. L’ultimo focus group ha infatti evidenziato come molti utenti considerino attentamente i rischi e le conseguenze a cui potrebbero andare incontro a seguito di una pubblicazione sui social. Molti utenti si preoccupano per la loro reputazione, altri temono di essere monitorati o di essere danneggiati dai contenuti pubblicati:

Come migliorare queste piattaforme? Un appello ai CEO

Al termine dei focus group ai partecipanti è stato chiesto come vorrebbero che coloro che gestiscono società di social media risolvessero alcuni dei problemi riscontrati. Alcuni utenti hanno fatto riferimento alla libertà di espressione su alcuni temi, altri al benessere degli utenti, altri ancora alla tutela degli utenti più giovani

È indubbio che i Ceo delle aziende hi-tech abbiano la responsabilità di ottimizzare le piattaforme dei social media al fine di garantirne un uso sicuro ed efficace. A noi utenti però spetta il compito di informarci e conoscere le potenzialità e i rischi a cui andiamo incontro, così da fare dei social un utilizzo consapevole e a nostro vantaggio.

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