L’immagine del padre nella stampa italiana
Secondo i dati statistici forniti, prima del Natale 2010, dalla clinica ginecologica Mangiagalli di Milano, una puerpera su cinque sceglie di non dichiarare il nome del padre. Il numero si è triplicato in tre anni: da 474 casi nel 2008 a 1.298 nel 2010. Per commentare il fenomeno di «un vero e proprio boom di madri single», La Repubblica (22.12.2010, p. 25) ha pubblicato una breve intervista a Eva Cantarella, scrittrice e docente di diritto romano e diritto greco all’università di Milano.
Il tema dell’intervista si è incentrato sulle brevi e incisive parole del titolo, che ritornano nelle prime frasi del testo: «È la vittoria dell’indipendenza femminile». La madre senza il padre al fianco viene presentata come un fatto «positivo», un segno della «vittoria» e un simbolo dell’«indipendenza femminile». Assecondando questo punto di vista, le madri single non sono più etichettate come le vittime degli uomini spaventati dal carico della responsabilità genitoriale, ma come le conquistatrici dell’indipendenza nella battaglia contro il maschilismo. Al contempo, il padre viene ridotto al mero «strumento per arrivare alla maternità». La presenza maschile nella famiglia risulta così non necessaria. Il padre è «superfluo». La sua assenza non è un problema o un danno. Per argomentare e giustificare la sua posizione, Eva Cantarella afferma che «a volte, in certe famiglie, i padri ci sono ma solo sulla carta. Di fatto, non esistono».
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Relazioni familiari, le loro rappresentazioni mediatiche e relazioni virtuali. Norberto González Gaitano (Pontificia Università della Santa Croce). Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica Italiana. Giornata Internazionale della Famiglia 2011, 13 maggio 2011.
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