mercoledì, Aprile 17 2024

Ammettiamolo! Da quando anche i supermercati hanno attivato il servizio a
domicilio è grande la tentazione di ordinare tutto l’indispensabile
attraverso un’app piuttosto che recarsi nel negozio fisico personalmente.
Accediamo al nostro profilo, apriamo l’elenco contenente i prodotti
selezionabili, paghiamo il tutto tramite carta prepagata, Paypal o servizi
analoghi, e l’unica cosa che dobbiamo fare è stare seduti comodamente sul
divano magari a guardare l’ultimo episodio della nostra serie preferita
finché il c.d. “omino delle consegne”, un po’ affannato, busserà’ alla
porta per consegnarci le buste della nostra spesa.

Viviamo

nell’era dell’e-commerce e dei servizi dove tutto è a portata di click;

un periodo storico che in meno di 20 anni ha portato un radicale
cambiamento non solo nel modo di vivere quant’anche nei modi di
relazionarsi, emozionarsi e vivere pubblicamente i sentimenti.

Dal consiglio al feedback


Quante volte prima di un acquisto ci rivolgiamo a un familiare o a un
amico stretto per chiedere un consiglio?

E quante volte invece rimettiamo la nostra fiducia in account di vari
acquirenti che hanno già acquistato quel prodotto e che magari hanno
lasciato una recensione positivissima con 5 stelle al venditore scrivendo
nella pagina dei feedback periodi pieni di parole che esprimono quella
soddisfazione tale da convincerci ad acquistare quel prodotto?

Ormai siamo continuamente bombardati sui nostri social e sui nostri browser
da un’ingente mole di pubblicità che ci consigliano cosa, come, quando e
perché comprare un determinato prodotto spronati soprattutto dal fatto che,
magari, il 100% dei feedback sull’oggetto e sul venditore siano decisamente
positivi. Siamo sicuri della veridicità di quel che viene scritto? Non ci
sorge il dubbio che quel commento non sia, in realtà, sincero ma nasconda
qualcosa?

L’impatto delle recensioni durante il processo di acquisto

La realtà è che siamo facilmente soggetti all’influenza di qualcun altro.
Chi può dire quale sia l’impatto delle recensioni sul processo di acquisto
online? Sulla questione è interessante analizzare lo studio condotto dalla
piattaforma di recensioni

Trustpilot

lo scorso marzo. A un campione di 1.800 individui, è stato somministrato un
sondaggio mirato che ha avuto lo scopo di scoprire come le persone
utilizzano le recensioni e quanto esse riescano a influenzare l’acquirente
nel processo di comparazione prezzo/acquisto. Il

dato preoccupante evidenziato è che “9 persone su 10 tengono conto
delle opinioni altrui durante gli acquisti

e che il 41% controlla i siti di recensioni prima di comprare qualcosa;
quindi non ci sono dubbi sul fatto che le recensioni dei clienti
condizionino le decisioni legate all’acquisto”. Ma

cosa succederebbe se a influenzarci fossero delle false recensioni

?

Fake Feedback

Internet offre smisurate possibilità di comparare prezzi e prodotti. La
pubblicità tradizionale non ha più una così grande capacità di persuasione
soprattutto per le nuove generazioni. Quale strategia di marketing può
attuare oggi un venditore per carpire l’attenzione dei consumatori e
vendere i propri prodotti? La risposta è semplice: il controllo delle recensioni.

Tale controllo si basa su una metodologia semplice, “tutti vincono”..
Acquisti un prodotto, rilasci una recensione positiva sulla piattaforma,
vieni rimborsato con denaro pari al costo dell’oggetto, che comunque rimane
in tuo possesso, se non anche ricevendo una somma aggiuntiva per il
“favore” concesso.

Girovagando sul web e sui social, si possono trovare molti gruppi che si
occupano del cosiddetto mercato delle recensioni
e che garantiscono un ritorno comunemente chiamato cashback.
Vediamo come funziona: si chiede l’ammissione o ci si scrive direttamente
in un determinato gruppo; l’iscrizione ci connette con un c.d. seller che propone una lista di prodotti o di servizi alla quale
si può accedere (Witailer.com); scelto il prodotto o il servizio e
ricevuto l’ok dal seller, si potrà finalizzare l’acquisto
lasciando subito dopo un feedback 100% positivo. Dopo pochi giorni ci verrà
riaccreditato l’importo maggiorato di un eventuale compenso, se previsto,
attraverso il sistema di pagamento precedentemente concordato.

Il fenomeno dei fake feedback e del cashback ha e sta influenzando molte
aziende del mercato e-commerce e non tra cui Amazon, Ebay e Tripadvisor i
quali stanno cercando di attuare azioni che contrastino il mercato nero delle recensioni. Questa lotta,
seppur difficile, ha lo scopo di tutelare gli acquirenti onesti che
vorrebbero effettuare compravendite in tutta tranquillità e veridicità
nella valutazione del prodotto.


Esistono azioni di mitigazione del rischio di fake feedback?

Attualmente

non esiste un metodo efficace che aiuti a individuare le false
recensioni.

Un unico strumento a disposizione rimane il buon senso dell’acquirente!
Quando si ha intenzione di acquistare un oggetto o cenare in un determinato
locale, ad esempio, bisognerebbe evitare di cadere nel tranello dalle
eccessive recensioni positive (sindrome del “pollo da marketing”) e
prendersi del tempo per analizzare prima quelle negative che più facilmente
possono essere rilasciate da persone “reali” che onestamente e senza
condizionamenti decidono di esprimere la propria opinione personale in
merito. Sembra una cosa scontata ma, in un mondo digitale pieno di falsari,
trovare persone oneste che, attraverso il proprio account rilascino
feedback credibili, risulta essere una vera utopia.

Vale la pena rischiare utilizzando solo store digitali, quindi?

O una soluzione potrebbe essere un’inversione di tendenza con un ritorno al vintage?

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