mercoledì, Aprile 17 2024

Il 15 aprile scorso, Associated Press, nel suo primo servizio informativo
sulla vicenda del coronavirus, lancia un’accusa di insabbiamento da parte
del Governo cinese, titolando La

Cina avvertì con sei giorni di ritardo il pubblico della probabile
pandemia.

Riportiamo, per vostra comodità, una breve sintesi di quel servizio: “Sei
sono i giorni trascorsi da quando le autorità cinesi decretarono in segreto
che probabilmente si era di fronte a una pandemia per causa di un nuovo
coronavirus a quando Xi Jinping lo avvertì pubblicamente il 20 gennaio”.

Esaminiamo ora il nocciolo della questione, prestando attenzione alle date,
dal momento che sono molto importanti nell’articolo dell’Associated Press,
così come sottolinea il titolo stesso del servizio La

Cina avvertì con sei giorni di ritardo il pubblico della probabile
pandemia.

I titoli sono l’unica cosa che l’80% dei lettori ricorderà dopo aver letto
una notizia, ammesso che vada oltre il titolo. Va ricordato inoltre, per i
lettori meno pigri, che il titolo è sempre la chiave di lettura dell’intero
pezzo, anche quando non via sia vera corrispondenza.

Ciò che Associated Press presenta come “stime dei nostri esperti fondate
sull’esame retrospettivo dei data sull’infezione”, risulta
provenire da un numero del CCDC Weekly Reports (Center for Diseases Control
of China), pubblicato da tale organismo di salute cinese… il 20 gennaio! Può darsi che AP abbia preso I dati
ufficiali da altre fonti, perché la fonte ufficiale cinese non è citata nel
pezzo. Ad ogni modo, nessuna disputa sulle fonti se uno vuole tenerli
confidenziali. Altri giornalisti le hanno citate prima di loro. E’ il caso
di Jim Geraghty.

Jim Geraghty aveva già riportato su National Review, nella sua
personale indagine sulle date (“The Comprehensive Timeline of China’s
COVID-19 Lies”)…il 23 marzo, cioè tre settimane prima di
AP. Peccato che Geraghty, che ha seguito da vicino l’argomento
dell’epidemia da quando è scoppiata, lavori per National Review,
un settimanale meritatamente ritenuto affine al Partito Repubblicano. Meno
bello è che AP non abbia citato Geraghty.

Tuttavia, Jim Geraghty aveva solide fonti: The Lancet (24
Gennaio), e The New England Journal of Medicine (29 Gennaio), che
avevano presentato prove della trasmissione del virus fra umani, cosa
negata dalla Organizzazione Mondiale della Salute fino al 22 gennaio, e
certamente negata anche dal Governo Cinese.

Bene, Associated Press può essere in ritardo (perché no?) di SETTANTA CINQUE GIORNI nel riportare tale scoop
giornalistico, in seguito all’accurata stima dei suoi esperti, mentre
denunciava il Governo Cinese di un ritardo di SEI GIORNI con un abile
ricorso retorico: i sei giorni chiave, i fatali sei giorni. Molte altre agenzie giornalistiche e giornali si sono
bevute la narrativa di AP.

Vi sono ancora più ironie e paradossi circa la narrativa di Associated
Press a proposito dei “Sei fatali giorni di ritardo nel confrontare la
pandemia del coronavirus”.

Eccone un’altra: Il 6 aprile, il Governo cinese pubblica la sua tabella
ufficiale sulla lotta contro il coronavirus, per manifestare la sua volontà
di “cercare collaborazione internazionale”.

Qualche collegamento? E’ stata AP mossa a reagire dalla propaganda del
Governo cinese? Ma no, possiamo pensare che AP ci offra la propria indagine
e il proprio racconto dei fatti, anche quando lo fa NOVE giorni dopo il
comunicato ufficiale cinese. Dall’altro, e nonostante la vicinanza delle
date, il Report Cinese non è mai citato.

Tuttavia, il servizio dell’Associated Press nel quale si denuncia, ricordo,
I FATALI SEI GIORNI di ritardo del Governo cinese nell’informare,
nell’avvertire, il suo popolo e quindi il mondo.

Ma il vero problema, ciononostante, è che le due tabelle temporali – quella
fornita dalla macchina di propaganda cinese e quella fornita da AP, in
seguito a una sua presunta accurata indagine – sono false nel primo caso,
ed erronea nel secondo.

E non sto parlando di “sottigliezze tecniche procedurali” (le date lo sono
solitamente):

Don’t Trust the Chinese Government’s COVID-19 Timeline.

Insomma, e per terminare, realmente AP denuncia il Governo cinese?
Dopotutto, sei giorni in una crisi di tale portata non è poi così grave.
Oppure AP sta “offrendo una mano tesa”, in qualche modo sottile, al
“povero” Xi Jinping, imbattutosi in un incubo più grande di chiunque?
Oppure…AP cerca di perdonare se stessa per tale buco giornalistico com’è
arrivare 75 giorni tardi ai terribili fatti della scena mondiale? Misteri
di taluni racconti giornalisti!

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