martedì, Marzo 5 2024

Bambini di un anno o poco più con il cellulare in mano: chi di noi non li ha mai visti?

È sano, è sbagliato, o è semplicemente inevitabile per i “nativi digitali”?

Alcuni dati per muoverci nella nostra riflessione. Uno studio, presentato durante un convegno di pediatria (Pediatric Academic Societies), ha rivelato che entro il primo anno di vita ben un bambino su sette utilizza smartphone e tablet almeno un’ora al giorno.

L’indagine è stata condotta dall’Einstein Medical Center di Filadelfia. Con il passare dei mesi, il tempo speso dai piccolissimi su questi dispositivi elettronici aumenta: il 26% dei bambini entro i 2 anni e il 38% di quelli di 4 anni ne fa uso almeno un’ora al giorno.

Quali sono le opinioni degli esperti in merito?

Uso di schermi in tenera età: tutti i vantaggi

Sociologi e psicologi sottolineano che i benefici dell’utilizzo di dispositivi digitali per bambini in modo attento e supervisionato sono maggiori dei rischi.

Stanno nascendo sempre più app progettate per bambini, con fini prettamente educativi.

È evidente che anche i più piccoli possono giovare dall’utilizzo della tecnologia quando essa non lasciata al caso, ma guidata secondo specifiche finalità.

Degli esempi? Vediamo bambini approcciarsi alle lingue straniere, agli esercizi di logica, ed esprimere liberamente la loro immaginazione e creatività.

I problemi nascono con l’esposizione precoce e continua

Perché la tecnologia non sia dannosa ma anzi benefica occorre un lavoro di analisi e di guida da parte degli adulti, che non devono cedere alla tentazione di offrirla ai piccoli quando non è ancora il momento e soprattutto in modo non idoneo, ovvero come distrazione dai capricci e dalle lamentele dei bambini.

Abbiamo già affrontato, ad esempio, il tema degli schermi utilizzati per regolare le emozioni dei piccoli. Quando l’uso diventa sregolato il bambino rischia l’isolamento psicologico, il deterioramento della vista a causa dell’uso prolungato di strumenti tecnologici e di avere difficoltà a sviluppare tutti e cinque i sensi.

Alcuni studi sul legame tra tecnologia e sviluppo dei cinque sensi

I bambini hanno bisogno di comprendere la realtà attraverso tutti e cinque i sensi: attività necessarie nei primissimi anni di vita sono ad esempio la manipolazione degli oggetti, la sperimentazione dei diversi materiali, la concentrazione sui diversi suoni ed odori.

Relegando il bambino davanti ad uno schermo – che gli permette di impegnare solo vista e udito – lo sviluppo degli altri sensi è limitato.

Le attività dei piccoli devono essere monitorate dai genitori, variegate e – appunto – stimolanti per tutti i cinque sensi.

A questo proposito, ribadiamo le linee guida dell’American Academy of Paediatrics (AAP):

  • Per i bambini di età inferiore ai 18 mesi, evitare l’uso di supporti dello schermo diversi dalla chat video. I genitori di bambini dai 18 ai 24 mesi di età che vogliono introdurre i media digitali dovrebbero scegliere una programmazione di alta qualità e guardarla con i loro figli per aiutarli a capire cosa stanno vedendo.
  • Per i bambini dai 2 ai 5 anni, limitare l’uso dello schermo a 1 ora al giorno di programmi di alta qualità. I genitori dovrebbero condividere la fruizione dei media con i bambini per aiutarli a capire ciò che stanno vedendo e applicarlo al mondo che li circonda.
  • Per i bambini di età pari o superiore a 6 anni, porre limiti coerenti al tempo trascorso utilizzando i media e ai tipi di media e assicurarsi che i media non sostituiscano un sonno adeguato, attività fisica e altri comportamenti essenziali per la salute.
  • Per i bambini di ogni età: designare insieme momenti senza media, come la cena o la guida, nonché luoghi senza media a casa, come le camere da letto.

E infine, come sempre, occorre il sano buonsenso dei genitori. E’ fondamentale rendersi conto di quanto peso si da alla tecnologia nel rapporto con i nostri figli. Non sempre il tablet, la tv o il cellulare sono dei buoni baby sitter.

La tentazione di abusare di questi strumenti per comodità – a scapito della salute del piccolo – può esserci.

Occorrono pazienza, determinazione, autocontrollo e tanta buona volontà, contando che ci sono periodi più stressanti in cui la tecnologia può aiutare. Non sono i casi sporadici a creare danni permanenti, ma le cattive abitudini. Quelle devono destare in noi campanelli di allarme.

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