lunedì, Maggio 20 2024

Storie, post, reel fanno parte del nostro nuovo modo di comunicare, di condividere, di metterci in contatto con gli altri; che siano amici, conoscenti, clienti o persino sconosciuti.

Tanti affermano, pensando ai meccanismi dei Social, che essi stanno rendendo più aridi i rapporti. Molti sostengono che le amicizie sono meno autentiche, che si favoriscono narcisismo ed egocentrismo, da quando gli schermi hanno invaso le nostre esistenze. I social ci dividerebbero, in molte occasioni, più che permettere una vera connessione.

I Social non aiutano a custodire il passato

Uno dei rischi maggiori connessi all’utilizzo dei social – e di questo vogliamo parlare ora – è la perdita di una memoria, di tradizioni e di un vissuto che ogni famiglia dovrebbe custodire gelosamente. Ci riferiamo, per esempio, al modo di creare e mantenere vivi ricordi.

È dimostrato che scattare fotografie o girare video freneticamente può guastare – anziché
catturare – la magia dei momenti che viviamo con le persone care e rovinare, quindi, i ricordi che
andranno a imprimersi nella nostra memoria.

Le ultime generazioni vivono nell’ansia di immortalare o di condividere istantaneamente ogni esperienza – invece di osservare, contemplare, “assaporare” la realtà che si vive.

Vi abbiamo già parlato di Maryanne Garry, docente di Psicologia alla Victoria University di Wellington, in Nuova Zelanda, la quale sostiene che se vogliamo dei bei ricordi va tenuta a bada la mania dei selfie e della condivisione incontrollata sui Social.

Seguendo la sua tesi, si evince che sia meglio fissare lo sguardo sulla realtà, prima che sullo schermo, quando facciamo qualcosa di piacevole.

Come mantenere vivi i ricordi?

Non è il nostro telefonino a rendere eterni i momenti belli che stiamo vivendo, anzi, esso a volte è più un intruso che un alleato nel preservare la bellezza delle emozioni vissute. Non c’è nulla di male a scattare delle foto ricordo, però, se vogliamo gustare in pienezza i momenti, “meglio poche ma buone”.

Scattando molto, catturando tante istantanee, crediamo che “ricorderemo meglio”: di fatto, spiega questa psicologa, succederà il contrario, perché dare troppa attenzione agli scatti ci porta di concentrarci meno su ciò che viviamo.Infine, preoccuparci eccessivamente di condividere foto o video sui Social – quindi con chi è lontano fisicamente da noi – può portarci a non vivere appieno la realtà con chi abbiamo affianco. È un paradosso, eppure può accadere.

Recuperiamo il concetto di “vita privata”

Dello stesso avviso è Paolo Crepet, psichiatra di rilievo, che ha esposto al quotidiano italiano “La Stampa” la sua preoccupazione per il modo in cui si utilizzano oggi le foto sui Social, sottolineando l’assenza di confini tra il pubblico e il privato nella società attuale.

L’esperto ha affermato: “Mi sconvolge l’idea che non esista più il privato, fatto a pezzi dal cannibalismo dei social”. Secondo lui, la nostra continua esposizione a immagini potenti e traumatiche tramite i social media ci sta portando verso una crescente insensibilità.

Crepet sottolinea anche che i social media non sono solo piattaforme che usiamo, ma strumenti che ci controllano e modellano le nostre percezioni della realtà. “Non esistono più gli album di famiglia, ma i reel. Dopo che l’hai mostrata a tutti, cosa resta? Questo è il secolo che polverizza le nostre vite”, ha affermato.

Che fare dunque? Tornare alle polaroid? Uscire dai social? Stampare foto solo su carta e appenderle in dei quadri o raccoglierle tutte in un album, da riporre in un cassetto?

La regola maestra è usare il buonsenso.

Alcuni consigli pratici:

  1. Se ci accorgiamo che i social ci stanno allontanando dalla realtà o dalla nostra famiglia, è bene ridurne l’utilizzo o prendersi una pausa. Si può anche pensare di uscire, laddove ci si accorge che i danni sono più dei benefici.
  2. Recuperiamo l’abitudine di stampare (e appendere, se abbiamo la possibilità) le fotografie più significative della nostra storia famigliare.
  3. Spegnere il cellulare in alcuni momenti da trascorrere con la famiglia.
  4. Resistere alla smania di condivisione online per recuperare quella offline, con chi abbiamo accanto. Può aiutare disattivare internet in certe giornate importanti.
  5. Lasciare il più possibile i bambini fuori dai social e da Internet in generale, per tutelarne la privacy e ridurre rischi legati alla pedofilia online.
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