martedì, Marzo 5 2024

I social network sono causa di tradimenti? Questi strumenti hanno cambiato
in molti aspetti il nostro modo di vivere, di esprimerci, di trascorrere il
tempo libero e anche di “stare” insieme agli altri.

È lecito dunque chiedersi se abbiano cambiato qualcosa anche nel modo di
vivere il matrimonio e se siano degli ostacoli nella comunione tra i
coniugi.

Di sicuro, non sempre i social rafforzano e favoriscono l’impegno e la
fedeltà.

Di fatto, offrono la possibilità di raggiungere – silenziosamente e stando
comodamente a casa – persone vicine e lontane, aiutano a vincere la
timidezza grazie ad una tastiera e permettono di accedere a chat e siti
d’incontro di ogni tipo, favorendo, sì, – in caso di fragilità umane
preesistenti – infedeltà e tradimenti.

I social sono la vera “causa” dei tradimenti?

Non entriamo nel merito se sia vero o meno che oggi Facebook è diventato una delle principali cause di divorzio. Certamente di chat
o siti d’incontro in cui è possibile cercare occasioni per tradire ce ne
sono molti. Secondo l’80% dei legali iscritti all’associazione degli
avvocati di diritto di famiglia americani, i social avrebbero un ruolo di
primo piano nelle separazioni, tanto che la giustizia americana ha
affermato che un giudice può ordinare a un coniuge di fornire in giudizio
la password di accesso alla propria pagina Facebook.

Il problema è che i Social Network permettono di recuperare rapporti e
conoscenze, di creare nuovi amici con un semplice “aggiungi” o “segui”. Un
solo click per cadere in mille tentazioni. C’è chi crede di poter
controllare i propri comportamenti, di compiere certe azioni solo per
curiosità e che tutto si esaurirà presto in qualche “innocuo commento”. E
invece, ciò che sembra all’inizio solo un gioco diventa un vizio e i
tradimenti si consumano poi sia virtualmente sia fuori dal web. D’altronde,
come diceva la scrittrice umorista Helen Rowland: “ Ancora una volta soltanto è il miglior argomento del diavolo”.

 



Se scriviamo su Google “i tradimenti su Facebook”, che cosa viene
fuori?

Il primo sito che ci viene consigliato è una pagina in cui si parla di
“Come farlo senza essere scoperti”.

Il secondo, ci dice “come scoprire un partner che lo fa”.

Noi vorremmo darvi consigli per non caderci.

I social semplificano i tradimenti, ma lo strumento non può essere
demonizzato: dietro c’è sempre una persona.

I divorzi e le separazioni continuano ad aumentare: in Italia, delle stime
dell’Istat parlerebbero di un aumento di oltre il 300% dal 1991 a oggi.

Occorre, tuttavia, avere bene in mente che non è il mezzo, ma l’azione in
sé che conta.

Se è vero che comunicare con il Web rende più facile tradire, resta sempre
la persona responsabile del gesto che compie e non si può accusare un
Social Network di essere la causa del fallimento della propria relazione.

3 consigli per resistere alle tentazioni online

1. Dedica ai social un tempo circoscritto e limitato: coltiva un hobby, se
hai tempo libero incontra persone dal vivo, ascolta della musica, dedicati
ad attività di servizio costruttive, nella tua comunità civile o religiosa.
Non lasciare che i social ti assorbano fino a renderti schiavo.

2. Non iscriverti a siti di incontro, magari con la scusa che “cerchi solo
nuove amicizie”: se sei insoddisfatto delle tue relazioni in carne ed ossa,
se il tuo matrimonio non va bene, non fuggire dalla tua vita e dalle tue
responsabilità, ma interrogati sul perché e risolvi i tuoi problemi
offline.

Internet non risolverà i tuoi problemi, ti farà sentire solo più vuoto e
insoddisfatto.

3. Non sostare con lo sguardo su immagini, profili, messaggi che ti
suscitano pensieri di impurità o infedeltà. Il primo modo per resistere a
una tentazione è voltarle subito le spalle.

Non essere indulgente con te stesso e non credere che sia cosa di poco
conto solo perché sei su Internet e non nel mondo reale. Ogni gesto che
compi lì ha lo stesso peso di una azione compiuta fuori dal web.

E voi cosa pensate di questo argomento? Avete dei suggerimenti da proporre?

Previous

Le 3 app che possono migliorarti la vita

Next

Ansia da internet? Si chiama Nomofobia. Ecco dieci modi per combatterla

Check Also