domenica, Maggio 26 2024

Sono passate da alcuni mesi le vacanze di Natale, ma il ricordo di come
ogni anno la maggior parte delle giovani single ha dovuto far fronte alle
fatidiche domande della zia di turno sono ancora vivide nella mente: a
quando la laurea? Hai trovato il lavoro? Ma soprattutto, la domanda delle
domande, a cui non si vorrebbe mai rispondere, quella che ti colpisce
dritta al cuore: “Il fidanzato ce l’hai? Domande a cui spesso segue, sempre
da parte della zia, un elogio smisurato della nipote: “Ma come una ragazza
bella e in gamba come te”. Ora, per non rovinare il pranzo a nessuno,
l’unica via d’uscita a questa domanda un po’ scomoda è spesso e volentieri
un leggero sorriso imbarazzato e qualche considerazione sul fatto che gli
uomini di oggi dormono e che non ci sono più gli uomini di una volta. La
ragione però è un’altra: vai a spiegare alla zia che il tuo essere single
ha radici nel trauma per eccellenza che incombe sulle donne fin dalla
tenera età: il principe azzurro.

Ma vogliamo davvero il principe azzurro?

Sì, perché è da quando iniziamo a muovere i primi passi che la nostra testa
è riempita da questa figura fantomatica. E le cose di certo non migliorano
con il crescere dell’età. E’ sempre lì questo fantomatico principe, prima
in calzamaglia poi con gli addominali scolpiti, sempre bello, affascinante,
capace di fare ogni cosa bene, e con un tempismo incredibile. L’uomo che
non ha paura di niente e che ti viene a salvare tra le intemperie. L’uomo
che non deve chiedere mai. Ecco, probabilmente se condividessimo questo
pensiero con la zia, anche lei converrebbe che sì, è decisamente normale
essere single, perché uomini così non esistono. Che poi a pensarci bene, ma
che noia sarebbe? Siamo proprio sicure che l’uomo dei nostri sogni sia
quello che non deve chiedere mai?

Quante volte lamentiamo che gli uomini che abbiamo accanto non chiedono
aiuto, non si scusano per aver sbagliato qualcosa, non condividono i loro
sentimenti, non ci fanno sentire indispensabili. Ma queste cose possono
esserci soltanto se di fronte abbiamo un uomo reale, con tutte le sue
sfacettature. Siamo cresciute con l’idea fuorviante di aver bisogno di un
uomo che ci venga a salvare, da cui dipenda il nostro destino, mentre noi
siamo stese su un letto dormienti. È vero, nessuno si salva da solo, ma nessuno per l’appunto. Una donna come un uomo. È sempre in due che
ci si salva.

Finché non smantelleremo pezzo per pezzo quell’immagine ideale che abbiamo
in testa, non saremo in grado di cogliere la realtà che ci circonda e
perderemo ogni occasione di incontro.

Chi ci salva: l’amore o il principe?

Ma allora perché queste fiabe Disney ci piacciono tanto? Perché a noi donne
piace essere sempre delle Cenerentole o novelle Biancaneve, salvate da un
principe?

Perché le fiabe sono un archetipo della vita, in esse troviamo gli
ingredienti principali: la famiglia, l’amicizia, la paura, il coraggio, il
dolore, le ambizioni e l’amore. L’amore. E’ quello che ci piace tanto, che
desideriamo e che cerchiamo, anche quando neghiamo che sia vero. A
guardarle bene, le fiabe ci mostrano che è l’amore a salvarci e non il
principe. Che sia l’amore di due genitori verso un figlio, l’amore verso
una sorella o verso una nonna è comunque e sempre l’amore che salva.
L’amore è capace di andare oltre la paura, ti da coraggio, ti fa
combattere, ti fa pensare all’altro, ti fa cambiare i programmi, ti fa fare
scelte che non avresti immaginato.

Nessuno si salva da solo perché dove ci sono due persone c’è l’amore.

Su un aspetto potremmo dire che le fiabe ci mentono: il vissero per sempre felici e contenti. Molte volte nella vita siamo
costretti a interfacciarci con situazioni in cui è difficile tenere uniti
tutti i pezzi e soprattutto sono diversi i momenti in cui non ci sentiamo
felici o contenti. Anche se in questo non sono veritiere, c’è una cosa su
cui le fiabe non mentono affatto: quanto importante, necessario e vitale
sia l’amore nella nostra vita. E ci piace così tanto guardarle, anche da
adulti, perché ci aiutano a non smettere di crederci.

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