martedì, Marzo 5 2024


“My wife and I have agreed that for the coming years, her professional
ambitions should take priority.”

E’ con questo tweet che Rubin Ritten, il CEO di una nota azienda di
e-commerce specializzata nella vendita di capi di abbigliamento, ha
innescato una vera e propria bomba mettendo in discussione il modello di
famiglia tradizionale accettato anche ai giorni nostri. Ebbene, l’ex AD ha
presentato le proprie dimissioni e da maggio 2021 non sarà più il capo di
un’azienda tra le prime del suo settore nel contesto internazionale. Quali
sono le motivazioni che hanno spinto un uomo di così invidiabile carriera e
importanza professionale a rivoluzionare tutto? La risposta è semplice:
voler dedicare più tempo possibile alla propria famiglia, ai propri figli e
lasciare più spazio alla carriera della moglie supportandola nelle attività
quotidiane.

Gli anni scorrono, le esigenze mutano, le

generazioni

si evolvono e con esse le tradizioni, la società e le varie modalità di
educazione. Pensiamo al ruolo che il papà sta assumendo oggi nella famiglia
moderna. Possiamo subito constatare come e quanto questo si sia modificato
nel tempo passando da un modus operandi di stile patriarcale verso
un nuovo modello di padre “evoluto” che comunica e si confronta con la
moglie/madre, accompagna il figlio nella crescita ed è anche capace di dire
un “no” consapevole e deciso.

Da padre-padrone a padre-assertivo

La figura del padre e la relativa educazione dei figli ha da sempre subito
l’influenza dell’ideologia e del pensiero sociale. Non è di certo facile
ricostruire e riassumere in un unico articolo come nella storia si sia
evoluta l’idea della figura del padre; possiamo, però, provare ad
analizzare il concetto partendo dai prima anni del Novecento sino ai giorni
nostri. Il XX secolo è caratterizzato da un’immagine per lo più standard
della famiglia “modello”: il papà è il lavoratore, colui che pensa alla
carriera e che investe tutte le energie per soddisfare i bisogni e le
necessità familiari. E’ la figura autoritaria al quale ogni membro della
famiglia deve portare rispetto e subisce timore reverenziale in quanto
capofamiglia. La mamma, invece, è l’“amministratrice” della casa,
universalmente riconosciuta e identificata come “l’angelo del focolare”
cioè colei che durante tutta la sua di vita si dedica silenziosamente e
inesorabilmente alla cura del benessere dei figli e del proprio marito.

Sebbene ai giorni nostri risulti essere ampiamente ancora diffusa questa
idea di netta separazione dei ruoli, soprattutto in quelle realtà con basso
tasso di scolarizzazione, alcuni passi avanti sono stati compiuti. Il padre
non viene sempre e solo considerato come elemento distaccato e marginale
rispetto alla vita quotidiana della famiglia, ma come elemento integrante
della quotidianità familiare. L’incremento dell’emancipazione femminile e
la sempre maggiore necessità, ai fini della sopravvivenza della famiglia
stessa, di poter disporre di un doppio stipendio, ha spinto sempre più
padri a svolgere mansioni e attività un tempo considerate ad uso esclusivo
delle donne. Il padre dunque non si dedica solo al lavoro e all’educazione
della prole bensì collabora attivamente nella gestione della casa e delle
attività quotidiane. E’ facile dunque vedere sempre più padri che
accompagnano i propri figli a scuola prima di recarsi sul posto di lavoro,
fare la spesa, accompagnare i bambini alle feste degli amici o dedicarsi
alla preparazione del pasto quotidiano e al riassetto della casa. Come è
facile constatare il ruolo del padre sta assumendo una connotazione non più
di carattere esclusivamente patriarcale ma di carattere assertivo e cioè di
un padre e marito che per definizione mostra decisione, determinazione e
risolutezza.

Amici o Educatori?

Nella famiglia moderna, si è assistito a una lenta e continua evoluzione;
ma non sempre evoluzione è sinonimo di progresso. In passato, infatti, il
ruolo del genitore è stato più volte esasperato portando i figli a credere
che la volontà del capofamiglia fosse legge e come tale indiscutibile.
Oggi, osservando con un occhio attento e calandosi nella realtà moderna,
possiamo facilmente constatare come, per la paura di ripetere gli stessi
errori dei predecessori, si è passati da un’estremizzazione all’altra. I
genitori che prima erano figure autoritarie che “dispensavano dictat”,
adesso tendono ad assumere il ruolo di “

genitore amico

”, situazione questa che spesso porta verso una condizione di eccessiva
libertà e confusione nel figlio che non riconosce il genitore come una
figura educativa che pone limiti costruttivi bensì come un pari che lascia
ampio margine decisionale e autonomia. Come sempre la verità sta nel mezzo:
il padre padrone negli scorsi secoli ha creato spesso non pochi problemi
non solo alla formazione caratteriale del proprio figlio ma anche allo
sviluppo della sua personalità e al condizionamento in merito alle scelte,
spesso prese in condizione di una sorta di sottomissione psicologica. Allo
stesso modo, l’essere eccessivamente accondiscendente e permissivo non
permette al bambino di avere punti fermi e regole utili alla propria
crescita personale e ad una buona vita sociale. I genitori sono chiamati
dunque a svolgere un ruolo delicato nell’educazione che oscilla tra essere
un mentore e dispensare anche no costruttivi.

Il ruolo del papà 4.0

L’argomento è insidioso e quanto mai controverso ma per come si sta
evolvendo la società, la crescita e lo sviluppo di nuove necessità
familiari, l’abbandono di forme mentis oramai superate e la
volontà del padre di essere più una figura di sostegno e di presenza reale
all’interno della famiglia in ogni fase dello sviluppo e di crescita di
essa. Il padre della new generation è chiamato dunque ad adottare
nuove strategie per far fronte alle varie sfide che lo attendono e, come
ogni sfida, prepararsi adeguatamente tramite l’informazione, lo studio e
l’esperienza per accrescere ogni giorno di più il proprio discernimento.
Chi lo sa… forse sempre più “Ruben Ritten” si mostreranno al mondo dando
vita ad un effetto domino che potrebbe rivoluzionare la società moderna per
sempre; o almeno si spera…!

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