lunedì, Maggio 29 2023

Come nel film The Truman Show di Peter Weir, sul web è in gioco la nostra
privacy. Le nostre ricerche su Google, la nostra posizione, le nostre
recensioni, i nostri acquisti e così via possono generare una mole di dati
personali che fa gola a terzi.

In questo panorama, arriva sul mercato Signal, una nuova app di
messaggistica con l’idea di sostituire Whatsapp e Telegram, con una forte
attenzione alla privacy e alla sicurezza.

L’ideatore di questa nuova app è Brian Acton, co-fondatore di Whatsapp,
che, dopo un’uscita convulsa da Facebook, dove lavorava, è diventato un
attivista contro l’uso improprio dei dati personali da parte delle grandi
Corporation.

A tal proposito, il problema dei dati personali è reale e attuale più che
mai. E’ sufficiente ricordare che WhatsApp di proprietà di Facebook è stato
multato di 225 milioni di euro per aver infranto le regole sulla privacy
dei dati dell’Unione Europea. La Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) ha annunciato la decisione, osservando che WhatsApp non ha
informato adeguatamente i cittadini dell’UE su come gestisce i loro dati personali, incluso il modo in cui condivide tali informazioni con la sua
società madre” (The Verge, 2.09.2021).

Un pò di storia

Signal è nata grazie a due programmi di Whisper Systems, un’azienda
precedente creata nel 2010 dallo specialista in sicurezza informatica Moxie
Marlinspike, e dallo specialista in robotica Stuart Anderson. Questi
programmi erano Redphone, applicazione di chiamate vocali criptate, e
Textsecure, piattaforma di messaggi criptati.

Nel 2011 Twitter ha acquistato Whisper Systems, che è stata rinominata Open
Whisper Systems, scommettendo sulla trasparenza di un codice aperto
disponibile su Github sia nelle versioni mobili (Android e iOS) sia nella
sua versione desktop. Uno dei vantaggi di avere open source è che si crea
una comunità di programmatori dove tutti possono dare il loro contributo
per migliorare l’applicazione. Per curiosità, questa tecnologia è
utilizzata anche da Whatsapp.

Nel luglio 2014 questa app è stata ufficialmente chiamata Signal e nel 2015
è stato promossa da Edward Snowden, consulente tecnologico statunitense ed
ex dipendente dell’Agenzia Centrale di Intelligence e dell’Agenzia per la
Sicurezza Nazionale. Come è noto, Snowden ha divulgato alla stampa la più
grande operazione illegale di sorveglianza dei cittadini americani e del
resto del mondo da parte della CIA sotto il pretesto della lotta al
terrorismo. Vive in esilio in Russia, unico paese che lo ha accettato e su
di lui pende un’accusa di alto tradimento da parte del governo americano.

Grazie al suo “tradimento”, il presidente Obama è stato costretto a
modificare la legge che aveva reso possibile tale sorveglianza all’insaputa
dei cittadini e con la collaborazione delle grandi aziende della Silicon
Valley. Una bilanciata recensione di Permanent Record, il libro denuncia di
Snowden, può essere letta qui.

Dal febbraio 2020 Signal è l’applicazione raccomandata per la messaggistica
istantanea dalla Commissione Europea e dal suo personale.

Il passaggio da Whatsapp a Signal

Nel gennaio 2021 Whatsapp ha annunciato che avrebbe modificato le sue
politiche, tra l’altro trasferendo i dati degli utenti a Facebook, la
società centrale. Questo ha provocato la fuga di molti dei suoi utenti a
Signal, cercando quella privacy e quella sicurezza che Whatsapp non
garantiva loro. Anche se la decisione è stata rettificata e rinviata, ciò
non ha alterato l’entusiasmo degli utenti.

Questo fatto ha coinciso con il tweet che Elon Musk, considerato uno degli
uomini più ricchi del mondo, chi ha pubblicato su Twitter incoraggiando i
suoi seguaci a cambiare Signal con un semplice “Use Signal”.

Signal conta oggi 50 milioni di utenti.

Che cosa rende Signal unica?

1. Invia i messaggi attraverso la rete dati ogniqualvolta sia possibile.
Ciò significa che se l’utente invia messaggi a un altro utente
dell’applicazione non ci sono costi aggiuntivi.

2. Può anche essere utilizzato per inviare messaggi a utenti che non
utilizzano la piattaforma, distinguendosi attraverso un colore se si tratta
di messaggistica convenzionale o rete di dati.

3. Nell’ottobre 2016 Signal ha aggiunto la funzionalità dei messaggi
temporanei, che spariscono dopo un certo periodo di tempo, e si può
scegliere se cancellarli dopo 5 secondi, 1 giorno, 1 settimana. Il tempo
per la sua distruzione comincia a contare da quando il destinatario legge
il messaggio.

4. L’indicatore di digitazione può essere attivato o disattivato in modo
tale che il destinatario del messaggio non possa sapere se stai scrivendo
in quel momento.

5. Blocco dello schermo: blocca l’accesso all’app richiedendo un codice di
accesso. In questo modo nessun altro che non sia tu potrà accedere alle tue
chat.

6. Evita di fare screenshot. Si può anche evitare che la tastiera
installata sul cellulare raccolga ciò che viene scritto quando si attiva la
funzione “tastiera incognita”.

7. La cronologia dei messaggi ha un limite, e ogni nuovo messaggio cancella
un vecchio messaggio.

8. Esiste la possibilità di inviare messaggi a se stessi, come se si
trattasse di un blocco note.

9. Permette di lavorare sui pixel delle fotografie. C’è anche la
possibilità di vedere un’immagine una sola volta, e poi eliminarla.

10. Si possono creare gruppi fino a 1000 partecipanti, senza salvare alcun
tipo di registro dei gruppi a cui appartengono, nomi di gruppo, ecc.

11. L’account non è collegato ad altri dispositivi, con la necessità di
inserire un codice PIN ogni volta che viene installato su un altro
dispositivo.

12. Per verificare un contatto si utilizza un codice QR.

13. Signal salva i backup localmente (sul proprio cellulare).

14. Consente l’invio di file pesanti di qualsiasi dimensione.

Tanta sicurezza può essere un inconveniente?

Tuttavia, per concludere, una tale sicurezza può rivelarsi un ostacolo. Un
esempio sono le rivolte del movimento Blacklivesmatter o l’assalto al
Campidoglio del 6 gennaio scorso, in cui le forze di sicurezza statunitensi
sono state travolte da manifestazioni organizzate in segreto attraverso la
app Signal, impedendo a loro volta gli arresti, non potendo identificare i
capi.

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