domenica, Giugno 4 2023

L’epidemia da Coronavirus, che ha colpito ormai da un anno il mondo intero,
ha cambiato, in maniera più o meno significativa, la vita delle famiglie.

Ci siamo ritrovati tutti in casa, a condividere anche il tempo del lavoro e
quello della scuola. E’ stato più bello, più brutto, più complicato?
Sicuramente non è facile rispondere a questa domanda.

Già a marzo 2020, quindi all’inizio dell’emergenza, la famosa rivista
scientifica


The Lancet


parlava del rischio ‘di gravi implicazioni’ che la situazione di reclusione
e isolamento in famiglia potesse avere soprattutto per quei nuclei
familiari particolarmente ‘fragili’, che già si trovavano a vivere un
disagio economico e sociale. L’invito, lanciato dalle pagine della rivista,
era quello di ‘approfittare’ della situazione per costruire relazioni più
forti e significativi con tutti i membri della famiglia, in particolare con
i figli, bambini e adolescenti, trasformando le difficoltà in opportunità
creative.

Moltissimi studi e ricerche, partiti pochi mesi dopo la diffusione del
virus nel mondo e le conseguenti misure per contenere l’emergenza
sanitaria, si sono soffermate sugli aspetti psicologici della pandemia.
Argomenti, di cui abbiamo parlato con gli amici, negli sfoghi alla fine
della giornata, sono diventati protagonisti di vere e proprie indagini
scientifiche: Genitori stressati, stanchi, preoccupati dalla perdita del
lavoro, in ansia per il futuro della famiglia, , stremati dallo smart working, dalla didattica a distanza, dai calzini sparsi per
casa, i piatti da lavare, le camere da riordinare…Insomma, ci si è resi
conto che qualcosa stava succedendo, e che andava monitorato per potere poi
offrire tutto l’aiuto e il supporto necessario.

Burnout genitoriale in pandemia
, il rischio c’è, e si vede

Genitori sull’orlo di una crisi di nervi, potrebbe suonare bene come titolo
di una serie sulla vita familiare al tempo del Coronavirus. Gli esperti ci
dicono che il rischio dietro l’angolo correlato all’emergenza sanitaria è
proprio quello psicologico, e viene definito, appunto, burnout
genitoriale: quella situazione in cui, proprio come sul lavoro, una persona
arriva a un punto di massimo stresso e si sente come travolto dagli eventi,
senza poterli più gestire. Ora, il burnout genitoriale in pandemia
ha dei contorni ancora più evidenti e stando ai risultati degli studi,
questo stress ha delle incidenze negative sulla vita dei bambini, sul
benessere dei figli, in maniera ancora maggiore in questo periodo. Come
facciamo in quanto genitori ad arginare lo stress cronico, o comunque a
gestirne gli effetti, per evitare che danneggi i figli?


Meno stress dei genitori, più benessere e serenità per i figli, la
conferma arriva dalla ricerca

Ad agosto 2020 sulla rivista Science è stata pubblicata una
ricerca che analizzava proprio ‘Lo stress e la genitorialità durante
pandemia Covid-19’. Dallo studio, condotto su genitori con bambini di età
inferiore ai 18 anni negli Stati Uniti occidentali, è emerso che lo stress
dei genitori spesso mette i bambini a rischio di abuso e abbandono e che, a
causa del Covid-19, le famiglie di tutto il mondo stanno sperimentando una
nuova gamma di fattori di tensione che minacciano la loro salute, sicurezza
e benessere economico.

Spostandoci in Europa, vediamo che sono stati pubblicati ad ottobre 2020


i dati di una indagine condotta in Italia


da un gruppi di ricercatori di alcune università italiane, tra le quali la
Sapienza di Roma, sul disagio psicologico vissuto da genitori e figli
durante la pandemia. In particolare, lo studio ha evidenziato che i
problemi psicologici dei genitori, dovuti alla situazione di quarantena e
alle sue conseguenze, ha un chiaro effetto sul benessere del bambino. In
estrema sintesi: genitori meno sereni hanno figli meno sereni. E’ stato in
pratica riscontrato che nelle famiglie

dove i genitori hanno un orientamento alla vita più positivo e
ottimista

e fiducia nelle proprie capacità genitoriali, i bambini si sentono
incentivati a diventare più bravi dei loro genitori. Riescono a gestire ed esprimere in modo regolato le
proprie emozioni negative e a dimostrare una certa resilienza agli
ostacoli. Sono quindi in grado di riprendersi nelle difficoltà e nelle
situazioni avverse e hanno molte più probabilità di essere sereni,
mostrando bassi livelli di tristezza e depressione.


Genitori e pandemia: tra sfide e opportunità, qualche consiglio

Genitori sull’orlo di una crisi di nervi, dicevamo, ma come facciamo a
vivere la ‘storia’ magari anche come una sit-com, in ogni caso, ad
evitare che si traduca in un film dell’orrore?

Trasformando le sfide in opportunità, e non solo nel senso metaforico, ma
proprio, pratico, reale.

E allora, ecco quattro consigli per orientarci meglio.

1. Consiglio numero uno
: riconoscere lo stress per aggirarlo. Siamo meno reattivi e più
pro-attivi, come ci consiglia il famoso coach Peter Covy. In famiglia,

parlare e comunicare apertamente le proprie emozioni con il coniuge, il
partner, anche di tutte le responsabilità nei confronti dei figli

, è molto importante per affrontare la situazione ed evitare l’isolamento,
fisico ed emotivo. Come genitori, abbiamo avuto l’opportunità di
trascorrere più tempo con i nostri figli, per conoscerli ancora meglio, se
fosse possibile, e anche per farci conoscere. E comprendere, per esempio,
che risulta poco efficace la sgridata per eccesso di smartphone al figlio
adolescente, magari brandendo il proprio di cellulare, ecc. ecc.

2. Consiglio numero due: condivisione e reciprocità, perché, come abbiamo visto
dalle ricerche, siamo i primi testimoni di resilienza e serenità, e lo
siamo ancora di più in questo momento nel quale i nostri figli non hanno
una grande possibilità di confrontarsi con altre figure esterne alla
famiglia, intesa come nucleo essenziale.

3. Consiglio numero tre: proprio riferito alla
sovraesposizione da connessione, potrebbe essere quello di una

maggiore regolamentazione dei tempi, oltre ché di supervisione e
accompagnamento nella navigazione soprattutto per i figli piccoli

. E impegnarsi tutti, al netto degli ‘obblighi’ professionali, a rispettare
queste regole, magari condividendo il feed sul dispositivo
rispetto all’utilizzo di app, social e quant’altro. Ne potrebbe venir fuori
una vera e propria challenge con tanto di vincitori e vinti, pegni
e premi.

4. Consiglio numero quattro:, autoironia!
Approfittiamo per ridere, noi per primi, del fatto di essere un po’
maldestri, alle prese con le pulizie di casa, con la cena o il pranzo, o
una semplice torta da preparare. Rispondere con un sorriso anche a una
dimenticanza del figlio adolescente che, uscito per la spesa con tanto di
lista, può avere dimenticato qualcosa preso, evidentemente, da altri
pensieri. Trasmettere la gioia del cuore, che non significa non rendersi
conto delle difficoltà, ma che significa, spesso, coltivare la pazienza e
la speranza. Può essere questo, come le ricerche del resto confermano, un
valido antidoto per resistere al virus e riuscire a superarlo più forti e
consapevoli, oltreché dei nostri limiti,

anche e soprattutto del desiderio e tentativo di volerci migliorare
come persone e quindi come genitori

, e di approfittare di qualunque situazione per farlo. Quindi come
lasciarsi scappare l’opportunità di una pandemia?

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