martedì, Febbraio 27 2024

“Per favore mamma, non postare le foto delle vacanze dove ci sono io”
oppure “Papà, smetti di parlare al telefono mentre guidi, è pericoloso”.
Sono questi, tanto per fare degli esempi, alcuni dei timori emersi negli
adolescenti da una recente ricerca dell’Università di Washington e di
quella del Michigan sull’uso di internet e dei social media in famiglia.

Uno studio senza dubbio originale, che una volta tanto capovolge il punto
di vista a cui di solito siamo abituati. Non quello dei genitori apprensivi
che impongono regole e limitazioni ai propri figli sull’utilizzo di
internet e cellulare, ma esattamente l’opposto: quali sono le aspettative e
le richieste dei ragazzi nei confronti dei loro genitori per quanto
riguarda l’uso della tecnologia.

Cosa vogliono i nostri figli: più attenzione e ascolto

La ricerca ha analizzato il comportamento di 249 famiglie americane, con
figli di età compresa tra i 10 e i 17 anni. I risultati di questo studio
sono stati sorprendenti: i ragazzi si rivelano essere spesso più giudiziosi
e saggi dei loro stessi genitori. Anche per loro infatti, gli smartphone in
certe situazioni sono davvero di troppo. Ed è meglio spegnerli.

Dalla ricerca, infatti, emerge che gli adolescenti americani si mostrano
decisamente in difficoltà o imbarazzati in una serie di circostanze
inopportune come quando, ad esempio, i loro genitori postano e condividono
le loro foto sui social. Per questi ragazzi è necessario porre un freno ai
propri genitori in certe circostanze. Anzi bisogna applicare delle vere e
proprie regole per un buon uso della tecnologia. Vediamo quali sono:

– essere più presenti: i figli sentono il bisogno di essere ascoltati, e
non è per nulla bello quando i loro genitori sono sempre impegnati al
telefono o sui tablet;

– maggiore autonomia e fiducia: i genitori dovrebbero permettere ai loro
figli di gestire autonomamente e senza interferenze, i propri spazi di
utilizzo dei social netwok e di internet, contando sulla loro
coscienziosità;

– uso equilibrato della tecnologia: i genitori devono usare la tecnologia
con moderazione ed equilibrio, senza farsi prendere troppo la mano. A tal
proposito, leggi

l’articolo #tengotunúmero

: al via in Spagna una campagna che informa sui rischi di WhatsApp;

– Non usare il cellulare mentre si è alla guida: è forse la regola più
importante. Quella che può salvare la vita di una famiglia. Una minima
disattenzione alla guida può essere fatale;

– Coerenza di comportamento: i genitori dovrebbero mettere in pratica in
prima persona quanto predicano. E’ diseducativo, chiedere ai propri figli
di non stare troppo tempo su internet, e poi essere i primi a passare le
ore navigando;

– Evitare condivisioni non autorizzate: i genitori non devono postare e
condividere foto e video dei propri figli senza il loro esplicito consenso.
E’ una questione di rispetto, oltre che fonte di grande imbarazzo;

– proteggere i propri ragazzi: i genitori dovrebbero essere attenti nel
supervisionare i figli, senza soffocarli, proteggendoli da eventuali rischi
che sono sempre dietro l’angolo. Un triste fenomeno su tutti, tanto per
fare un esempio, incombe per i ragazzi più piccoli e ingenui: quello del


grooming


.


Le regole imposte dai genitori: vince la linea del proibizionismo e del
non ascolto


Come si vede, la richiesta principale dei ragazzi nei confronti dei loro
genitori, è di tipo strettamente emotivo. Chiedono maggiore sicurezza,
attenzione, ascolto ma anche fiducia e rispetto. E i genitori invece? Cosa
chiedono ai loro figli? Si evince nella ricerca, ma forse è meglio dire che
trova conferma, una linea educativa decisamente autoritaria, che non di
autorità, basata sull’imposizione di regole, spesso non condivise con
l’ascolto e il dialogo, di restrinzioni e di limitazioni. Ecco le
principali:

– non usare il cellulare in determinati orari: ad esempio durante le ore di
scuola, mentre si fanno i compiti a casa o di notte;

– massima attenzione ai costi: non consumare ad esempio tutto il credito
che si ha a disposizione, prima del tempo;

– bandire determinati siti: non andare su siti ad esplicito contenuto
sessuale, o particolarmente violenti;

– evitare determinati atteggiamenti: ad esempio linguaggi scurrili e
offensivi o, peggio, atteggiamenti da cyberbullismo.

L’aspetto razionale ed utilitaristico dei genitori prevale dunque su quello
virtuoso ed affettivo dei figli. Forse sarebbe bene un punto di convergenza
comune, dove far incontrare ragione e sentimento, insomma non troppe regole
–meglio, non solo regole- e più spazi di confronto, dialogo e condivisione.

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